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COUNT RAVEN: The Sixth Storm

data

02/11/2021
70


Genere: Doom
Etichetta: I Hate Records
Distro:
Anno: 2021

Dopo un lungo silenzio durato ben dodici anni, questo è il lasso di tempo intercorso dall'ultimo 'Mammons War', tornano a farsi sentire i Count Raven, formazione storica nel panorama doom europeo. Fin dagli esordi il terzetto svedese ci ha abituati ad un doom metal di stampo tradizionale che affonda le radici nella produzione sabbathiana. Impossibile non cogliere le ben evidenti influenze che campeggiano all'interno dei nove brani che compongono questo "The Sixth Storm", complice anche una estrema somiglianza della voce di Dan "Fodde" Fondelius con quella del Madman. Sicuramente un brano come "The Curse", con il suo incedere marziale, raccoglie l'eredità del quartetto di Birmingham rivisitandone gli stilemi in chiave più personale e moderna. Ma è possibile cogliere anche gli echi caratteristici del doom di matrice europea, sviluppati in particolare dai connazionali Candlemass, in un pezzo come "The Ending" che ai ritmi lenti aggiunge anche chorus più ampi e una maggiore ricerca della melodia. Trovano spazio anche degli interessanti inserti di matrice desert rock in "Blood Pope", brano che si presenta come un mid tempo che stizza l'occhio allo stoner rock. Insomma, di carne a cuocere ne troviamo a volontà e ciò fa sì che il disco non si appiattisca su sonorità sempre uguali proponendo i soliti clichè del doom, ma provando di volta in volta ad aggiungere quell'ingrediente in più. "Baltic Storm" si spinge oltre fino a toccare le sponde delle sonorità più epiche, che diventano ancora più predominanti nel refrain evocativo. Ma il brano che sicuramente spiazza l'ascoltatore è la conclusiva "Goodbye", dove i nostri si cimentano in una ballad al piano che ricorda molto le produzioni anni ottanta (chi ha detto Ozzy solista?). Il brano risulta intimistico, come la quiete dopo una tempesta di watt e raffredda le valvole ipersature degli amplificatori. Un disco che si colloca sulla scia dei precedenti e che conferma la qualità di una band che sebbene si eclissi per lunghi periodi, ha sempre qualcosa da dire...e lo dice bene!

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