MALMÖ METAL MADNESS
Serata del 17 gennaio scorso all'insegna del death metal scandinavo questo mini festival capitanato dai Darkane, cugini meno fortunati (e meno dotati, se chiedete a chi scrive) dei Soilwork, dato che entrambe le band vengono dalla città di Helsingborg. Ad eccezione dei The Overthrone di Stoccolma tutte le band sono della regione e ad aprire alle ore 18 sono i Caregah con il loro death/groove/thrash di buon impatto. Nonostante l'orario la presenza di pubblico è già buona e il combo, autore di un full-lenght nel 2023 e di alcune pubblicazioni minori, si fa apprezzare, in particolare per le inflessioni thrash nel loro sound che saranno un caso unico durante la serata. A seguire salgono sul palco i Raven Banner, che con evidenti riferimenti alla mitologia nordica, ricordano i conterranei Amon Amarth. La loro esibizione risulta un po' debole rispetto all'apertura: il gruppo si presenta come un terzetto, quindi con una sola chitarra e il risultato ne risente; inoltre sembrano fare più affidamento sui riferimenti tematici di cui sopra e l'atmosfera che questi dovrebbero creare, ma il paesaggio sonoro scarno lascia a desiderare. I The Overthrone di Stoccolma sono invece una vera scossa elettrica, a cominciare dal cantante Gustav Holmberg, nella band dal 2022, dopo la pubblicazione dell'unico album che la band ha all'attivo, che urla come un redivivo Tomas Lindberg e si arrampica sui tralicci ai lati del palco (in verità non particolarmente alti) neanche fosse Bruce Dickinson. L'energia del frontman è contagiosa e si verificano i primi mosh pit. I The Overthrone si avvicinano abbastanza agli At The Gates, quindi risultano piuttosto tipici per genere e provenienza, ma aggiungono alla proposta una raffinatezza, in particolare nel solismo chitarristico (contributo soprattutto di William Forslund) normalmente sconosciuto al genere. Una piacevole sorpesa che mi ha spinto a far mio il loro album direttamente allo stand del merchandise. Poteva sembrare un compito ingrato per i successivi Throne Of Roaches reggere il confronto con l'energica band di Stoccolma, ma hanno saputo ben figurare spostando completamente le coordinate. Assolutamente meno interessanti visivamente, hanno compensato con un sound meno canonico, dove a caratteri tipici del death svedese hanno aggiunto una vena progressiva che a me ha ricordato i Death, non tanto per una vera e propria affinità sonora, quanto piuttosto per un'evidente ambizione di cui sono stati gli unici portatori durante la serata. Si provi ad immaginare i Dark Tranquillity ibridati ai già citati Death. Gothenburg Sound per alcuni versi, ma con frequenti e spiazzanti cambi di tempo, e parti citarristiche estremamente variegate. Se i The Overthrone sono stati indubbiamente gli autori della performance live più coinvolgente della serata, ai Throne Of Roaches appartiene senz'altro la proposta più interessante. Non è stata detta ancora una sola parola sugli headliners, ma purtroppo il meglio della serata è già passato. Non ho mai avuto un'opinione particolarmente positiva sui Darkane (un paio dei loro cd hanno stazionato per diversi anni sui miei scaffali senza lasciare particolari tracce), ma una loro esibizione dal vivo di un paio d'anni fa mi aveva per lo meno convinto che fossero una discreta, forse anche buona band dal vivo. Non però in questa occasione: il sound risulta calibrato malissimo, il volume fin troppo alto e la band si è per giunta esibita in formazione rimaneggiata (dov'era la seconda chitarra?), rendendo una proposta già non terribilmente originale o varia ancora più insipida. Forse i demeriti non sono tutti loro, la risposta del pubblico non ha aiutato, visto che hanno beneficiato di addirittura meno presenze che alle 18, ma gli headliner godono di regola di circostanze ed attenzioni superiori alle band di spalla, quindi non vedo come assolverli da una prestazione incolore. Si è trattato tuttavia di una serata positiva con almeno due gruppi più che degni di approfondimento.

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