NIGHT CLOUD: DEFEATED BY THE INNOCENTS
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08/08/2004Sei musicisti, dodici tracce, ed una piccola perla: questa è la scoperta che si fa ascoltando questo debut dei savonesi Night Cloud, un concept filosofico in cui si affronta la tematica della differenza tra essere, aspirazione dell’essere umano, ed esistere, stato decadentemente passivo in cui l’uomo normalmente si trova. L’idea è quella di dipingere la lotta che un uomo intraprende per colmare questa differenza, questo “vuoto esistenziale”, per tentare di giostrarsi tra la follia e l’annientamento. La musica dei Night Cloud è un Power Prog che va a pescare nel Jazz come nella Fusion, fatto di strutture complesse, di linee melodiche orecchiabili, di ottima tecnica e di coinvolgimento emotivo. C’è originalità nelle loro composizioni, ma nonostante questo c’è anche un tributo a chi ha saputo segnare in passato la strada su cui si muovono. Questi ragazzi hanno imparato la lezione, e l’hanno fatta propria. Risulterebbe inutile fare un’analisi pezzo per pezzo dell’album, visto che sarebbe solo una sequela di buone parole senza una critica; vanno tuttavia segnalate le tre suite (il che è quasi come dire “tutto l’album”, visto che ne compongono i due terzi), ed in particolare l’ultima, in cui viene utilizzata l’ormai classica, ma pur sempre d’effetto, immagine della Vita e della Morte che si svelano come lati opposti e complementari di una stessa essenza. Un concetto ormai noto e stranoto, a volte abusato, ma se presentato nella giusta chiave sempre degno di nuova attenzione. E la chiave dei Night Cloud è filosofica, come nella migliore tradizione, ma anche poetica, dolce e toccante.
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