MINDFEELS: 2WO
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07/02/2026L’abito fa decisamente il monaco. Ed è il caso dei Mindfeels che hanno mosso i primi passi indossando l’abito da sera, quello delle grandi occasioni, aggiudicandosi il campo centrale riservato ai big: non è presunzione, ma dicasi talento. Sono trascorsi sei anni da quel debutto che ha lasciato l’acquolina in bocca ai palati più fini, ed è valsa l’attesa per il sequel: anni di intenso lavoro per perfezionare ogni singolo aspetto e sfumatura sfociati in ‘2WO’, album dalla scrittura sopraffina, anche per la scelta dei bellissimi suoni. Senza giri di parole, il valore artistico di ‘2WO’ è di spessore, di qualità pregiata, si ammira il perfetto equilibrio musicale, attinto da alcuni tra i pesi massimi del rock adulto americano, Steely Dan e Mr. Mister, ma anche Toto e Chicago. I Mindfeels non si dedicano ad un pubblico che fagocita musica usa e getta, si indirizzano verso una fascia di ascoltatori che sa ascoltare ed apprezzare, che abbia voglia di approfondire e godere, senza frenesia, ma con profonda attenzione. Proviamo ad analizzare ‘2WO’: i brani ruotano intorno a riff spezzati, il che li rende strutturalmente spigolosi, ma allo stesso tempo carezzevoli e delicati grazie al meraviglioso velo melodico che lo avvolge, ma la cosa che lo rende speciale è la voce - white soul - di Davide Gilardino. E qui mi fermo. Segnalare il titolo di una o più canzoni rientra nel solito stucchevole esercizio: concludo menzionando l’ennesimo esimio lavoro di Roberto Priori al mastering e mixing.


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