immortal: all shall fall
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19/10/2009Ops, guarda caso sono ritornati nei negozi anche gli Immortal! Chissà com'è dopo uno scioglimento durato nemmeno quattro anni siamo qui di nuovo a parlare di un gruppo che fondamentalmente aveva avuto il suo tempo, esprimendo quasi in maniera esemplare quello che è stato il BM norvegese della prima metà degli anni '90. Prima del suo giusto termine, nel 2003. 'All Shall Fall' non poteva essere titolo più profetico per un album di un gruppo che si trova, nel 2009, pateticamente nella condizione di pesce fuor d'acqua che annaspa sperando, inutilmente, di riuscire a catturare abbastanza aria per ritornare nel laghetto dal quale è uscito. Il tempo passa e costringere sé stessi in primis a suonare un certo tipo di musica che andava per la maggiore una decina d'anni addietro (a voler essere eufemistici) è una sorta di masochismo. Gruppi come gli Immortal hanno beneficiato troppo di un background extra musicale (come il 90% dei gruppi osannati provenienti dalla Norvegia) che, esauritosi per naturale corso del tempo e degli eventi, ha messo in evidenza le evidenti lacune stilistico/musicali, senza il benefico supporto dei 'media' e di tutta l'iconografia nera e marcia che conosciamo. Risultando, nel migliore dei casi, essere solamente una triste parodia di se stessi. 'All Shall Fall' degli Immortal, anno 2009, uscito per la Nuclear Blast, è un album semplicemente anonimo, come ce ne sono a centinaia in giro, a livello di autoproduzioni o simili. Tirato al massimo, laddove deathrash si mescola a partiture metal con accenni di BM... e gli Immortal post 'Battles In The North' non mi sono mai piaciuti granché; 'All Shall Fall' non è affatto brutto e non è registrato male, niente di tutto ciò, risultando a tratti anche piacevole ("The Rise Of Darkness" o "Norden On Fire" non sono male...) ma decisamente mi sento di indirizzare altrove i denari necessari all'acquisto di tale disco, che non saranno di certo pochi.
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