SAVIOUR MACHINE: SAVIOUR MACHINE II
Sono stati incisi tanti grandi dischi, innumerevoli top album, lavori che indiscutibilmente hanno fatto la storia e/o influenzato le generazioni successive che hanno ricevuto entusiastiche, ma quanto classiche recensioni. Considerato che si tratta dei "biggest records", (biggest perchè "grande" in tutti i sensi), abbiamo pensato bene di dare loro la giusta visibilità e la dovuta dimensione con speciali che provano a scavare in fondo fin dentro le viscere dei contenuti degli album.
Seconda prova per la metal band cristiana americana, e netta virata verso un sound meno pesante rispetto al disco d'esordio, e più incentrato sulla teatralità e la drammaticità dei brani. Meno impatto immediato ed arrangiamenti più curati fanno di 'Saviuor Machine II' l'ideale colonna sonora per un viaggio nei luoghi più oscuri della propria anima, quelli aperti a mille ipotesi e pronti a schiarirsi al minimo accenno di luce. Quella luce che nella parte finale del disco si intravede dopo un tortuoso cammino di ben oltre un'ora attraverso brani "celestiali" ("Child in Silence" e "Ascension of Heroes"), estenuanti crescendo drammatici ("The Stand"), e ballate pianistiche dall'intensità emotiva struggente come "American Babylon", la "Stairway to Heaven" moderna, opposte nell'impostazione strumentale e lirica, ma adatte al contesto dalle quali provengono: dalla confusione morale quotidiana e reale di un secolo ormai alla fine la prima, alla voglia di evasione favolistica e fantastica la seconda, tipico degli anni settanta. Ancora imperante è la prestazione vocale di Eric Clayton, sorta di Virgilio che conduce l'ascoltatore in un mondo suddiviso tra sofferenza e speranza ("Love Never Dies"), tra visioni oniriche e mistiche escursioni nei meandri delle fede cristiana, e che si apre e si conclude con i due brani "Saviour Machine I" e "Saviour Machine II", che ripercorrono lo stesso tema musicale, ma che rappresentano rispettivamente l'invito ad attraversare senza paura quella "confusione", ed il raggiungimento finale della salvezza. Nel bel mezzo tutta l'intensità, la passione, la credibilità di una band che si esprime al meglio e che affronta tematiche difficili, in alcuni momenti troppo volte alla glorificazione, ma senza mai scadere nel patetico, e che sa essere convincente anche quando prende forti rischi (la durata del disco, ed inevitabilmente il tema trattato nelle liriche). Una band eccezionale ed un disco maturo che come pochi altri lasciano il segno, come la conversione ad una fede prima difficile da fare entrare nel cuore, e che ora senza di essa non si riuscirebbe ad accettare, in pace con sè stessi, la morte.
1994 - Saviour Machine II
1995 - Live in Deutschland
1997 - Legend - Part I
1998 - Legend - Part II
2001 - Legend - Part III:I
Commenti