UMBERTO MENTANA: Trent Reznor e Atticus Ross
L'idea dietro al volume di Umberta Mentana è quella di raccontare di Trent Reznor e Atticus Ross nelle loro vesti di "soundtrackers". Cinema, serie tv, animazione, videogiochi. Quindici anni di colonne sonore partendo dal 'The Social Network' di David Finch (i due vinsero inaspettatamente l'Oscar), fino ai lavori più recenti per i film di Guadagnino. Scordatevi, quindi, i Nine Inch Nails, perchè per quanto la band stessa con la sua produzione possa rientrare dalla porta sul retro in ambito cinematografico, in questa sede Reznor e Ross vengono inquadrati dentro la grammatica, l'estetica delle immagini, in una sorta di metaplaylist che Mentana fa scorrere selezionando opere, scene ed intuizioni che si traducono in musica, in colonne sonore, la reale materia narritiva de 'Il suono delle immagini'. Allora vai di stratificazioni digitali, manipolazioni sonore, synth, droni, frequenze ribassate, pianoforti raggelanti ed ogni tipologia di approccio volutamente disturbante e di per sè emotivamente devastante. Mentana sa cogliere questa essenza definendo capitolo dopo capitolo l'architettura di ogni singola colonna sonora come la forma stessa dell'opera di turno, insistendo sul metodo, le scelte e le ambientazioni musicate. E non potrebbe, non dovrebbe essere altrimenti dato che il lavoro di Trent ed Atticus deve adattarsi ad opere alquanto eterogenee sia per tipologia, sia per sceneggiature, vedi il caso specifico di 'Soul' (altro Oscar vinto dai nostri), il film animato della Pixar, destinato ad un pubblico anagraficamente alquanto "ampio". Dettagli che rendono 'Il suono delle immagini' stimolante sopratttuto per approfondire i film da un'ottica differente, non limitata al solo fluire visivo dato che le colonne sonore sono opere a sè stanti nel vero senso del termine. La scrittura lineare ed appassionata di Mentana completa l'esperienza raccontando il contesto, citando dichiarazioni ed interviste, non lasciando (forse) nulla al caso, facendo ordine su una versione artistica, di Trent in particolare, che non si può certo definire più come secondaria, anche alla luce dei tre Golden Globe vinti oltre ai due Oscar. Un saggio mirato, una guida all'ascolto che completa quello che le immagini da sole non riescono, o il più delle volte non vogliono (giustamente) svelare del tutto.
Tsunami Edizioni - Collana "Le Tormente", 230 pagine.

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