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SLAYER: Hell Awaits - 40th Anniversary

Slaya

Ci sono anniversari e anniversari. Ci sono anche intro e intro: quello di “Hell Awaits” è l'INTRO! Comincia con un rantolo che si fa sempre più forte, accompagnato da linee di basso e chitarre soliste caotiche; quel rantolo ascoltato al contrario sul vinile recitava ‘Join us..Join us’ ossessivamente. Tutto cominciò da lì. Con questo disco e la title track in particolare si dà inizio a quello che sono i dettami del thrash e del futuro death metal da cui tutti hanno preso ispirazione. L’intro dura oltre due minuti che sembrano interminabili perché ti dà l'idea di una imminente catastrofe: da lento si fa sempre più veloce, poi entra la doppia cassa, finché il brano non parte sparato in tutta la sua violenza cupa fino a un totale di 6 minuti e 12 secondi di devastazione totale. Già solo la facciata A del vinile valeva l'acquisto, un tris d'assi con la succitata title track, “At Dawn They Sleep”, a proposito di vampiri, e “Kill Again”, storia di un serial killer e anch’essa con un'altra lunga intro fatta di raffiche di mitra chitarristiche e doppia cassa per oltre un minuto, prima che Tom Araya cominci a cantare questo altro pezzo memorabile. Quello fu l'unico disco che presentava diverse tracce che superavano i cinque minuti perché, a detta di Jeff Hanneman e Kerry King, la band era allora influenzata molto dai Mercyful Fate degli esordi, quelli di “Melissa”. Sia la suddetta ‘At Dawn They Sleep’, sia ‘Crypts Of Eternity’ ad esempio, sono infatti i due brani più “complicati” mai composti dalla band, con partiture ritmiche continuamente cangianti, momenti lenti e momenti di sparate violentissime per l’epoca, e sullo sfondo il dialogo tra le due chitarre di Hanneman e King con i loro assoli caotici e infernali. Un album con cui gli Slayer hanno dato le coordinate della musica estrema senza compromessi: stop and go continui, riff violenti intervallati da momenti rallentati, cupi e quasi ai limiti del doom metal, oltre a echi sabatthiani che ci stanno sempre a palla. Insomma, siamo nel marzo dell'85 e gli Slayer forse ancora non sapevano di aver realizzato un capolavoro, seguito poi l'anno dopo dall’altro masterpiece ‘Reign In Blood’, più che altro capolavoro di velocità, con brani molto brevi. Due lavori per così dire complementari e del tutto esaustivi. Teniamo conto che il 1985 fu un anno di grazia per la nascente scena thrash metal, la quale produsse una serie di dischi pazzeschi come ‘Bonded By Blood degli Exodus, ‘Seven Churches’ dei Possessed, il secono disco di Celtic Frost ed Anthrax, i debutti di Megadeth, Kreator, Overkill, Destruction. Per questo anniversario ‘Hell Awaits’ è stato riproposto in versione vinile rimasterizzata, più un doppio live di un concerto di Bochum, Germania, sempre del 1985, con i brani tutti provenienti appunto dai primi due dischi e i due EP che avevano fatto all'epoca. Opera che contiene, infine, anche un audio libro di 60 pagine composto da tre CD. Non occorre aggiungere altro: gli Slayer sono e resteranno sempre nell’Olimpo della musica estrema!

P 1985-2026 Metal Blade Records

Tracklist:
01. Hell Awaits
02. Kill Again
03. At Sawn They Sleep
04. Praise Of Death
05. Necrophiliac
06. Crypts Of Eternity
07. Hardening Of The Arteries
LIVE BOCHUM 1985:
08. Hell Awaits
09. Aggressive Perfector
10. The Final Command
11. Captor Of Sin
12. Kill Again
13. Crypts Of Eternity
14. Fight Till Death
15. Necrophiliac
16. Haunting The Chapel
17. Hardening Of The Arteries
18. Black Magic
19. Die By The Sword
20. The Antichrist
21. At Dawn They Sleep
22. Show No Mercy
23. Evil Has No Boundaries
24. Chemical Warfare
25. Praise Of Death
 
Line-up:
Tom Araya: vocals, bass
Kerry King: guitars
Jeff Hanneman: guitars
Dave Lombardo: drums

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