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UNITED WE STAND

I primi caldi estivi, come consuetudine, vengono accompagnati dai primi festival, e lo Sherwood si presta ad aprire le danze di questa torrida estate. Posizionato nei pressi dello Stadio Euganeo di Padova, presenta ormai da diversi anni un ottimo assortimento di artisti Italiani e internazionali, attirando migliaia di fan e curiosi. La giornata imperdibile di tutto il festival è quella del 13 giugno, dove attraverso la rassegna "United We Stand" sono state assoldate band del calibro di Fulci e Carcass, arricchendo comunque il programma con una decina di band pronte ad esibirsi su due palchi differenti. Già dall'apertura dei cancelli si nota la presenza di giovanissimi metalhead, decisamente in controtendenza rispetto all'età media dei concerti per noi metallari. Non è solo la presenza di folte chiome e attaccature di capelli intonse ad essere singolare: il prezzo dell'ingresso è di 1,00 euro. Scelta organizzativa che risulta una voce decisamente fuori dal coro rispetto ai rincari di biglietti a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Lo Sherwood si sviluppa in una lingua di verde adiacente allo stadio Euganeo, dove due palchi iniziano a far scorrere artisti e fan per tutto il giorno, passando da gore, grind e death metal. Le prime esibizioni lasciano modo ai più giovani di scatenarsi nella "violent dance", ma è dopo un pomeriggio scandito da blast beat e circle pit che il palco dello Sherwood si prepara ad accogliere una delle band più attese dell'intera rassegna. I Fulci arrivano con l'arduo compito di scaldare il pubblico prima dei Carcass, ma bastano pochi minuti per capire che non si limiteranno a fare da apripista. La sorpresa più grande della giornata sono proprio loro. Pur conoscendone la reputazione, è dal vivo che i Fulci riescono davvero a mostrare la propria forza. Il suono è devastante, ma sempre leggibile, con una sezione ritmica compatta e chitarre che alternano passaggi soffocanti a groove capaci di far esplodere il pit. L'impatto è costante, senza mai dare l'impressione di perdere intensità. Anche la presenza scenica convince. La band evita qualsiasi eccesso e lascia che sia la musica a parlare, dimostrando una sicurezza acquisita in anni di concerti. Il pubblico risponde immediatamente: le prime file diventano un vortice di violent dance, stage diving e mosh pit, mentre anche chi osserva da più lontano sembra lasciarsi trascinare dall'entusiasmo generale. La sensazione è quella di assistere a una band che ha ormai superato la dimensione di semplice culto underground. I Fulci non vivono più soltanto dell'immaginario horror che li accompagna, ma di una proposta musicale solida e di una resa dal vivo capace di convincere anche gli spettatori più scettici. Per molti presenti, il loro set si rivela uno dei momenti più riusciti dell'intera giornata. Dopo una breve pausa è il momento dei Carcass. L'attesa è enorme e il pubblico si accalca sotto il palco per accogliere una formazione che ha contribuito a scrivere pagine fondamentali della storia del death metal. Fin dalle prime note emerge tutta l'esperienza della band inglese. Ogni musicista si muove con naturalezza, senza bisogno di effetti scenici o artifici, e la qualità dell'esecuzione basta da sola a catturare l'attenzione. I riff mantengono una precisione impressionante e la sezione ritmica procede come un meccanismo perfettamente oliato, anche grazie al rientro nei ranghi di Daniel Wilding e le sue pelli, regalando uno show che alterna ferocia e raffinatezza compositiva. Il pubblico risponde con un entusiasmo diverso rispetto a quello visto durante i Fulci. Se prima dominava l'energia più istintiva dei ragazzi, ora si percepisce anche il rispetto verso una band che ha segnato intere generazioni. I pit non si fermano, ma tra una canzone e l'altra si coglie quell'atmosfera di chi sa di stare assistendo a un concerto dal peso storico. Alla fine della serata resta la sensazione di aver visto due facce dello stesso genere. Da una parte una band italiana che continua a crescere e che, almeno per chi scrive, rappresenta la vera rivelazione del festival; dall'altra una leggenda che, pur senza dover dimostrare più nulla, continua a offrire una lezione di professionalità e qualità. È proprio questo dialogo tra presente e passato ad aver reso la giornata dello Sherwood una delle più memorabili dell'edizione.

Setlist Carcass:
UNFIT FOR HUMAN COMSUMPTION
BURIED DREAMS
INCARNATED SOLVENT ABUSE
CARNAL FORGE
EMBODIMENT
TOMORROW BELONGS TO NOBODY
DEATH CERTIFICATE
DANCE OF IXTAB
BLACK STAR/KEEP ON ROTTING
GENITAL GRINDER
EXHUME TO CONSUME
FOETICIDE
SURGICAL STEEL
CORPORAL JIGSORE QUANDRY
HEARTWORK

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