AT THE GATES: At War With Reality
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31/12/2014Spesso sentire parlare di reunion non lascia presagire cose buone, salvo rare eccezioni, ultima tra tutte “l'acciaio da chirurgia” dei Carcass. Ma se i maestri del death melodico sono andati oltre le più rosee aspettative, i loro omologhi scandinavi non si sono lasciati pregare. In tutta sincerità, il sottoscritto se lo sentiva che sarebbe stato un grande ritorno, perché, a nostro parere, gli At The Gates, pur avendo detto e insegnato molto, ci avevano lasciati con una sensazione di incompiutezza, come se fossero andati via senza aver concluso il discorso. Ed eccoli di ritorno, si spera non solo per mere questioni economiche. Comunque, dopo la solita intro (stavolta in spagnolo) si comincia con ”Death And The Labyrinth”, un pezzo che poteva tranquillamente trovarsi in 'Slaughter Of The Soul'. Bello il riffing, non particolarmente tirato e a tratti dissonante, con un retrogusto rock, che sorregge un serissimo mid tempo. Poi il gusto tutto svedese degli assoli della title track e della successiva ”The Circula Ruins” valgono il costo del disco. Dopo quattro tracce abbiamo già capito che in questo disco non si pesta, ma si procede con una serissima e austera velocità media, ma il lavoro sui riff e la solistica sono a dir poco eccezionali, come solo dei Maestri di questo calibro possono. Anche se in ”The Conspriracy Of The Blind” e The Book Of Sand” si comincia a picchiare seriamente, il meglio restano le melodie e la monolitica potenza, che fanno di ”Order From Chaos” il pezzo migliore di 'At War With Reality'. Affascinante anche la conclusione affidata a ”The Night Eternal”, brano dal sapore black atmosferico metal in chiave svedese, chiusura inaspettata e intensa per un disco atteso da anni, e siamo felici di dirlo, ben ripagata.
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