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HARDSOUNDS POLL 2023: La resa dei conti

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La resa dei conti 2023. Puntuale come le tasse anche quest'anno la redazione ha scelto quello che ritiene sia il meglio dell'anno ormai arrivato alla conclusione. Come sempre innumerevoli i dischi ascoltati, moltissimi già dimenticati, altri invece hanno fatto breccia nei nostri cuori. A conferma di ogni appuntamento passato in materia, anche nel 2023 non ci siamo fatti mancare nulla, ascoltando e fagocitando uscite a ripetizione senza badare molto ai generi. Che amiamo, ma come da tradizione hardsoundiana li trascendiamo con particolare piacere...


ANDREA PUNZO
IGGY POP - Every Loser
THE NATIONAL - First Two Pages Of Frankestein/Laugh Track
BOB DYLAN - Shadow Kingdom
THE FLOWER KING - Look At You Now
JOHN MELLENCAMP - Orpheus Descending
THE ROLLING STONES - Hackney Diamonds
DEPECHE MODE - Memento Mori
CAT POWER - Cat Power Sings Dylan: The 1966 Royal Albert Hall Concert
SUFJAN STEVENS - Javelin
STEVEN WILSON - The Harmony Codex
Le ultime parole famose: La notizia clamorosa è che i The Cure non hanno ancora pubblicato il nuovo album, anche se ormai per buona parte lo conosciamo bene visto che nell'ultimo tour Smith e soci hanno presentato in versione live diversi brani inediti. Per il resto, nella plasticosità generale delle uscite, nella stardadizzazione media di una qualità sempre più diretta verso il basso, spiccano i The National che nel giro di sei mesi pubblicano due album bellissimi, così pregni della loro tipica poetica metropolitana e malinconica, la magia del disco dal vivo di Cat Power che reintepreta Dylan, l'eleganza elettro-romantica e notturna dei Depeche Mode, il grande ritorno alla forma canzone di Sufjan Stevens, per non dire del disco di certi signori ultra ottantenni che graffia come si dovrebbe, e con un brano come "Whole Wide World" che da solo vale l'intero disco: gran pezzo, ritornello fantastico, testo di un'intensità travolgente. A quest'età potresti parlare di soldi e donne e sederti sui ricordi o sugli allori, mentre il tema trattato travolge e sconvolge per la sua crudezza, la sua voglia smisurata di continuare a lottare, di non arrendersi mai. Poi Dylan stesso, poi Iggy, Mellencamp, ed il dubbio mi assale: sarò diventato io un vecchio rincoglionito che non riesce più a guardare in faccia il presente, oppure sarà che siamo inondati continuamente da musica di merda? Come forse sempre accade la verità sta nel mezzo, io intanto metto su Tom Waits e mi verso due dita di bourbon...

IGOR FANELLI
THE OCEAN - Holocene
FIXATION - More Subtle Than Death
SLOW - Abymes
BUONARROTI - Inhibitions
HUMUS - Non è Giusto
SHORES OF NULL - The Loss Of Beauty
BOLT GUN - The Tower
GODFLESH - Purge
SANGUISUGABOGG - Homicidal Ecstasy
CATTLE DECAPITATION - Terrasitic

Le ultime parole famose: Anno un po' avaro di uscite veramente notevoli (discorso a parte da farsi per il grande salto di qualità dei The Ocean, per la gran sorpresa dell’esordio dei Fixation e per la conferma, anche se non ce ne fosse bisogno, degli immensi Slow), fermo restando alcune conferme (Shores Of Null e Godflesh). Sul fronte dei concerti tanto di cappello per i post metaller belgi con cantante/batterista donna Brutus, doppio ruolo del quale non ho memoria se non andando indietro alla fine degli anni 90 agli Scalplock; grandi emozioni hanno regalato gli Interpol, e la garanzia di potenza e chirurgica precisione che ci hanno regalato il connubio Cult Of Luna/Russian Circles. Anche se a distanza di 10 anni dalla sua pubblicazione sono rimasto affascinato (non dalle tematiche) dal libro “Come Lupi Tra Le Pecore” – Storia ed ideologia del Nazifascismo nel Black Metal, opera titanica scritta con uno stile forbito e scorrevole, che ha sviscerato, oltre a quanto già contenuto nel titolo, aneddoti, risvolti sociologico/politici che la scena ha generato. Molto interessante anche “Infernum Metallum” – Storie e leggende del Black Metal in Italia dal 1980 al 2000, suddiviso per regioni e zeppo di racconti/situazioni tipicamente italiche. Notevole anche “Il Suono Del Dolore” l’unica opera in circolazione a livello mondiale riguardante la nascita e lo sviluppo del Funeral Doom. Infine “E’ Un Fottuto Massacro Collettivo – Storia Degli Extrema” dove si narrano le gesta di una delle band metal più rinomate in Italia che sono andate vicino al successo mondiale se non fosse per il fatto di essere nati in Italia e non essere riusciti a siglare un contratto con una major americana che gli avrebbe garantito il salto di qualità a causa di una serie infinita di vicissitudini che il libro sviscera con certosina cura.


STEFANO GIACOMETTI
EXTREME - Six
WINGS OF STEEL - Gates Of Twilight
SORCERER - Reign Of The Reaper
MICHAEL THOMPSON BAND - The Love Goes On
IGGY POP - Every Loser
ELECTRIC BOYS - Grand Explosivos
EDGE OF FOREVER - Ritual
HITTEN - While Passion Lasts
RANCID - Tomorrow Never Comes
MARCH TO DIE - Tears Of The Gorgon

Le ultime parole famose: N/A


ALESSANDRO MENCARINI
CROWNE - Operation Phoenix
ENFORCER - Nostalgia
NARNIA - Ghost Town
ECLIPSE - Megalomanium
SEVENTH CRYSTAL - Wonderland
REMEDY - Something That Eyes Won't See
NITRATE - Feel The Heat
SATAN'S FALL - Destination Destruction
PRIMAL FEAR - Code Red
ART NATION - Inception
Le ultime parole famose: Annata non eccezionale, ma complessivamente comunque più che positiva dove entità oramai consolidate come Primal Fear ed Eclypse rappresentano l'ennesima graditissima conferma. La parte del leone la compie Alexander Strandell vocalist autore di splendide performance addirittura con tre band inserite in questa mia top 10: Crowne, Nitrate ed Art Nation. A livello nazionale possiamo citare le validissime prove di band quali DGM, Edge Of Forever ed Hell In The Club ma ahimè non in grado di impensierire la concorrenza estera.

STEFANO SANTAMRIA
ARREALHUE - Post Lux Tenebras
MILANKU - A’ l’aube
VELIU NAMAI - Alkai
CLAUDIO MILANO’s END FRIENDS (La Bobina di Tesla) - ManifestAzioni live 2011-2023
MACABRE L.A. - Twilight Aftermath
AETERNUS - Philosopher
ARGENTHORNS - The Ravening
ENSLAVED - Heimdal
ENTROPIA - Total
THEY GRIEVE - To Which I Bore Witness
Le ultime parole famose: Sono stato felicemente colpito dall'uscita di alcuni album interessanti di band che seguo da molti anni e che hanno per fortuna mantenuto personalità e qualità. Parlo di Aeternus, Enslaved e dei progetti di Claudio Milano. Ci sono sempre uscite che sanno segnarci, basta saper ascoltare e mantenere la voglia e la curiosità di esplorare.

ALEX GIULIANI
KARMA - K3
HAKEN - Fauna
METALLICA - 72 Seasons
THE OCEAN  - Holocene
NECRODEATH - Singin' in the Pain
LINDEMANN - Fleisch
THE FORESHADOWING - Forsaken Songs
SOEN - Memorial
ALICE COOPER - Road
MAMMOTH - Mammoth II
Le ultime parole famose: Il 2023 è stato un anno ricco di uscite interessanti e di grandi ritorni a livello mondiale e nazionale. Penso ad Alice Cooper e ai Metallica (tornati a sorpresa con un ottimo album e con dei grandi live), ma soprattutto penso ai Karma, band milanese che dopo ben 27 anni torna a pubblicare un disco bellissimo. A rimarcare l'ottimo stato di salute del movimento musicale italiano ci pensano poi gli inossidabili Necrodeath e i gothic doomers Foreshadowing. Noto con piacere una sempre crescente partecipazione di pubblico ai concerti, anche quelli "minori". Buon segno, perchè un'audience così affamata di musica rappresenta uno stimolo in più per le band a fare sempre meglio. 

EDUARDO IANNACCONE
KATATONIA - Sky Void Of Stars
MYRKUR - Spine
SWORN - A Journey Told Through Fire
VOMITORY - All Heads Are Gonna Roll
OBITUARY - Dying Of Everything
BLACKBRAID - Blackbraid II
MARDUK - Memento Mori
IHSAHN - Fascination Street Sessions
ENSLAVED - Heimdal
MANBRYNE - Interregnum
Le ultime parole famose: Un'annata decisamente estrema e in gran parte europea quella che si delinea nella personale top ten del 2023. Dall'atteso ritorno dei Vomitory dopo oltre un decennio di silenzio, alla violenza dei rodati Obituary che rappresentano oramai un trademark fino alla brutale blasfemia dei Marduk. Ma quest'anno rivela anche delle soprese da parte di band già consolidate nel panorama metal; come le rinnovate e fresche sonorità di Myrkur e il buon EP di Ihsahn. Ai grandi nomi si accompagnano anche band più giovani ma decisamente valide e meritevoli di attenzione come i Blackbraid o i polacchi Manbryne, alfieri delle nuove sonorità black metal di stampo esteuropeo. Anche quest'anno un bilancio tutto in positivo e arrivederci al prossimo. Skål!

ALESSANDRA TESTU'
THE WINERY DOGS – III
JIM JONES ALL STARS – Ain’t No Peril
THE DAMNED – Darkadelic
PAUL RODGERS – Midnight Rose
AVANGED SEVENFOLD – Life Is But A Dream …
GRAVEYARD – 6
ROBIN TROWER FEATURING SARI SCHORR – Joyful Sky
ROBERT PEHRSSON’S HUMBUCKER - RPH
PRONG – State Of Emergency
ANOUK – Deena & Jim

Le ultime parole famose: Sostanzialmente nel 2023 ho trovato nel rock e nelle sue forme (hard, blues, moderno, punk, etc) gioia, divertimento e serenità. Travolta da Ritchie Kotzen (inizialmente ammaliata da una voce che mi ha ricordato tanto Chris Cornell); pensiero che è passato in secondo piano con gli ascolti per via del potere del trio: un album a presa rapida, naturale e continuativa, caratterizzato da un hard rock tinto di funk/soul. Un’occasione per rivalutare tutta la carriera solista di Kotzen (mente frizzante). Visti anche live i The Winery Dogs! Sbalorditivo l’ascolto di Jim Jones con la sua nuova band: un prodotto speciale dal suono strepitoso. Una sorta di iniezione di groove a Tom Waits, batteria funky, atmosfera da night, rhythm ‘n’ blues, sprazzi di James Brown, Nick Cave, un rock & roll che oltrepassa i suoi limiti e si colora di una sezione fiati e di arrangiamenti che appiccano un sound incendiario, contaminato da sonorità nere e bianche. Porta dipendenza! Un risultato esplosivo poi dal vivo (secondo desiderio esaudito). Sulla scia del R&R che ti sorprende, seppur velatamente gotico, un ritorno energico e solare dei padrini del punk inglese The Damned. Album miracoloso e nostalgico di Paul Rodgers, ancora artista brillante. Gradita occasione l’anniversario dell’album solista di un artista a me sconosciuto, Robert Pehrsson’s Humbucker, dalla forte attitudine rock heavy. Che dire, Anouk ha le chiavi per entrare; quest’anno ha varcato la mia soglia, accompagnata da un’orchestra.
 
FRANCESCO LA TEGOLA
HORRENDOUS – Ontological Mysterium
GREEN LUNG  - This Heathen Land
NE OBLIVISCARIS – Exul
DHG – Black Medium Current
FIRES IN THE DISTANCE – Air not meant for us
INSOMNIUM – Anno 1696
SULPHUR AEON – Seven Crowns and Seven Seas
CATTLE DECAPITATION – Terrasite
SHYLMAGOGHNAR – Convergence
DYING FETUS – Make them Beg for Death
Le ultime parole famose: Anno interessante per il metal d’avanguardia, ma avrei voluto più album come quello dei Dying Fetus, ma appunto, non ce ne sono molti, di Dying Fetus. Bella scoperta quella dei Green Lung, band un po' lontana dai miei ascolti ma che l’algoritmo ha ritenuto, a ragione, mi potessero piacere. Quella del metal si conferma una delle nicchie più interessanti, penso non sia il caso di continuare ad annoiarvi con le mie opinioni.

EDOARDO SCARAMUZZINO
AEON WINDS - Night Sky Illuminations
OVERKILL - Scorched
SORCERER -Reign Of The Reaper
HEIMDALL - Hephaestus
ELFFOR - The Black Sentinel
SMOULDER - Violent Creed Of Vengeance
VAMPYROTEUTHIS INFERNALIS - Vampyroteuthis Infernalis
ADVERSOR - Portrait Of A Wasteland
GREAT MASTER - Montecristo
ELFFOR - The Wintery Warrior Spirit

Le ultime parole famose:  Gli slovacchi Aeon Winds, appena usciti, strappano sul filo di lana il primo posto agli Overkill, tornati agli eccezionali livelli di 'Horrorscope' e già in crescendo in verità da qualche album. Ben tre le pubblicazioni nostrane degne di nota con i campani Heimdall più avanti di tutti anche in virtù del vocalist di prim'ordine di cui dispongono (il siciliano Gandolfo Ferro) già presente sul precedente lavoro 'Aeneid' e più recentemente sull'ultimo lavoro degli Acacia; veneti invece sia Adversor (con una delle declinazioni thrash più interessanti degli ultimi tempi) e i Great Master che bissano l'ottima prova del 2019. Il basco Elffor si fa apprezzare sia in veste black metal che dungeon synth occupando due posizioni in proprio. Gli enigmatici Vampyroteuthis Infernalis sono fra gli epigoni più credibili dei Darkspace nel genere creato dagli svizzeri. Per finire ancora una conferma, la quarta, della vitalità degli epic doomster svedesi Sorcerer in questa loro seconda vita artistica e i canadesi Smoulder sulle stesse coordinate stilistiche, ma con una voce femminile.


YURI PICASSO

LUKATER - Bridges
JELUSICK – Follow The Blind Man
WINGER – Seven
VANDENBERG - Sin
OVERLAND - Six
HEAVEN’S EDGE– Get It Right
ELECTRIC BOYS – Grand Explosivos
MITCH MALLOY – The Last Song
NITRATE – Feel The Heat
THE STRUTS – Pretty Vicious


Le ultime parole famose: Per l’ennesimo anno dedicato tempo di ascolto alle attuali uscite discografiche, crogiolandoci il giusto in tempi passati che mai torneranno. Un 2023 paragonabile all’anno scorso, laddove i “vecchi” del rock (Winger, Lukater, Overland) riescono a prevalere rispetto le nuove leve, quest’ultime  formate da musicisti tecnici ma ancora freddi e poco maliziosi. Manca oggi più che mai la figura del produttore esperto, al fine di renderizzare al meglio il risultato finale. Lo sappiamo, il mercato discografico è stato stravolto, nulla tornerà come prima.


COSIMO ARAMINI PARRI
CREYE – III Weightless
DGM – Life
ELDRITCH – Innervoid
NOVERIA – The Gates Of The Underworld
REVOLUTION SAINTS – Eagle Flight
RIVERSIDE – ID.Entity
SECRET SPHERE – Blackened Heartbeat
SOEN – Memorial
SORCERER – Reign Of The Reaper
WINGS OF STEEL – Gates Of Twilight

Le ultime parole famose: Altro anno polverizzato in un’affannosa corsa alla sopravvivenza, verso un traguardo, il mezzo secolo, che dovrebbe restituire certezze e che, invece, elargisce a piene mani schiaffi e pugni camuffati da carezze. Sarà l’età che avanza, la quale porta inevitabilmente a guardarsi indietro, o magari solo una coincidenza ma, guarda caso, proprio i gruppi che imperversavano (o nascevano) nella mia giovinezza metallica sono stati in cima alla mia classifica di ascolti. Quando il power-prog la faceva da padrone e l’italia si affacciava in Europa ( e nel mondo) con prodotti credibili di scintillante metallo fuso. Alcuni di quegli alfieri del rock tricolore sono tornati quest’anno con nuovi dischi, nuove formazioni, nuove ambizioni ma, soprattutto, con la stessa grande qualità; quella di un tempo. Quindi, oltre ai soliti nomi internazionali, il 2023 ci ha portato tanti bei prodotti fatti in casa come i DGM, gli Eldritch, i Secret Spehere e i Noveria (ma non solo...) a cui, forse, non sarebbe sbagliato dare un’opportunità...


GIANMASSIMO SARDIELLO
CRM - My Lunch
BLIND RIDE -  Paranoid Critical Method
PETER GABRIEL - I/O
SLOWDIVE - Everything Is Alive
DEPECHE MODE - Memento Mori
CANNIBAL CORPSE – Chaos Horrific
DYING FETUS – Make Them Beg For Death
METALLICA – 72 Seasons
ROLLING STONES - Hackney Diamonds
U2 - Songs

Le ultime parole famose: In tempi di bilancio di fine anno non ho trovato sinceramente dischi memorabili che mi faranno ricordare questo 2023 che volge al termine. Tre grosse band hanno pubblicato dei graditi ritorni sulla scena musicale ma non mi sento di gridare al miracolo: si tratta di Metallica con ’72 Seasons’, dopo sette anni di silenzio dal precedente inedito, Depeche Mode con ‘Memento Mori’ dopo sei anni e U2 con ‘Songs Of Surrender’, anche loro dopo sei anni. Certamente si tratta di graditi ritorni, ma stiamo parlando di gente che si aggira sulla sessantina. Tra i ‘dinosauri’, da ricordare, non fosse altro che per ragioni affettive, Peter Gabriel e i Rolling Stones, questi ultimi sempiterni rappresentanti di un rock blues senza compromessi ma ormai un po’ datato. Gabriel mi è piaciuto di più perché finalmente è tornato a fare un disco di rock fumante, dopo troppe incursioni nella pallosissima etno world music in cui si è intruppato per anni. Diciamo che, in particolare, ho trovato piacevole la reinterpretazione in chiave acustica dei propri primi classici fatta dagli U2 nell’album suddetto. In ambito metallo pesante estremo aggiungerei il buon disco dei Cannibal Corpse, ‘Chaos Horrific’ e gli spaventosi deathsters Dying Fetus. In ambito rumorismo, ho apprezzato il ritorno degli Slowdive, alle prese con un nuovo elegante disco in ambito shoegaze, dreampop. Ma la mia attenzione, sostanzialmente, si è soffermata su due band italiane molto promettenti: Blind Ride e Crm. Si tratta di post punk, con puntatine nel noise, electrowave e industrial per i Crm. I due dischi sono stati davvero belli e spero che siano di buon auspicio per la musica divergente made in Italy.


ELIO FERRARA
TEMPERANCE – Hermitage – Daruma's Eyes, Pt. 2
THEOCRACY – Mosaic
ELVENKING – Reader Of The Runes – Rapture
CIRITH UNGOL – Dark Parade
GREAT MASTER – Montecristo
GUNTER WERNO'S ANIMA ONE – Anima One
SERENITY – Nemesis AD
REDEMPTION – I Am The Storm
ANGRA – Cycles Of Pain
SUBWAY TO SALLY – Himmelfahrt

Le ultime parole famose: Non è stato un anno che si è distinto in modo particolare per la pubblicazione di nuovi album da parte di gruppi dai moniker storici o altisonanti, ma qualcosa da menzionare c'è stata come il nuovo full-length degli Extreme, a distanza di ben quindici anni dal precedente. In ambito metal, tra i vari che si sono distinti, ciascuno nei propri ambiti e generi, segnaliamo Theocracy, Cirith Ungol, Angra, Kamelot, Narnia e Iron Savior, ma tra le nostre preferenze annoveriamo senz'altro gli album di gruppi italiani come Temperance, Elvenking, Great Master e No Man Eyes.


MARCO RAMUNNO
TESSERACT - War of Being
THE OCEAN - Holocene
DYING FETUS - Make them beg for death
VOYAGER - Fearless in Love
PRONG - State of Emergency
KATATONIA - Sky void of stars
PERIPHERY - Periphery V: Djent is Not a Genre
SCAR SIMMETRY - The Singularity (Phase II - Xenotaph)
SLEEP TOKEN - Take Me Back to Eden
FILTER - The Algorhythm

Le ultime parole famose: Quest'anno ho fatto fatica a compilare il pollo, devo ammetterlo. Anche nella mia top 10 solo le prime 5 entry sono rimaste ben ferme nella mia playlist. Penso sia stato un anno un po' deludente in quanto ad uscite. Spero che il 2024 sia piu' generoso e ci doni una buona quantita' di album. Pero' aver visto live i Karnivool e' stata l'esperienza di una vita. Dovro' vederli di nuovo!

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