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GINEVRA: We Belong To The Stars

data

13/10/2022
90


Genere: Hard Rock
Etichetta: Frontiers Music
Distro:
Anno: 2022

Serafino Perugino ne ha combinata un'altra delle sue! Attenzione, però, all'accezione del termine "Combinare", qui utilizzato non per indicare qualcuno che provoca dei danni, ma nel senso di mettere insieme due o più cose affini, o addirittura mettere d’accordo diverse caratteristiche o inclinazioni. Infatti il presidente della Frontiers, per l'ennesima volta, lancia un nuovo progetto sulla falsariga stilistica dei vari W.E.T., Inglorious, Eclipse o One Second, gruppi che hanno fatto la fortuna dell'etichetta, inserendo una vena metallica su un substrato di hard rock melodico deluxe e, soprattutto, riunendo insieme vari talenti della scuderia partenopea. Ecco allora che alcune canzoni inviate a Serafino da Kristian Fyhr, già cantante dei Seventh Crystal, faranno breccia nel sensibile cuore del boss portando alla chiamata alle armi di musicisti del calibro di Magnus Karlsson, il quale darà una mano anche in fase di songwriting, Jimmy Jay degli HEAT e Magnus Ulfstedt, batterista di Eclipse e Nordic Union. Da cotanta abbondanza di talento scaturisce un disco che, a tratti, confonde e quasi distrae per via di melodie che da subito si insinuano a livello subcorticale producendo tonnellate di serotonina, creando quella sorta di dipendenza che ti spinge a chiederne dosi ancora più massicce, pur sospettando che non ne uscirà niente di buono. Invece, un po' a sorpresa, l'esito finale è l'album che non ti aspetti, o meglio che ti aspetti in parte perché, se è pur vero che il sentore di déjà-vu assale repentino l'ascoltatore è, altresì, incredibile come questo "We Belong To The Stars" cresca ad ogni ascolto, consolidando l'idea di essere di fronte ad un lavoro tutt'altro che di facciata o "Acchiappa Like". La verità, presumibilmente, è che l'ispirazione abbia pervaso tutti gli interpreti riuscendo a prevalere sugli stereotipi del genere creando, così, quella magia che ha portato all'ideazione di 11 brani pressoché impeccabili. La scaletta non mostra flessioni di sorta e snocciola perle quali la doppietta iniziale "Siren's Calling", che fin dal primo ascolto costringe a canticchiarne lo spendido refrain per i secoli a venire, e la rocciosa "Unbreakable", dal ritornello baciato da meravigliose linee vocali, assolutamente non banali, e da un testo emozionante. L'interpretazione di Kristian, poi, è sempre convincente sia nei frangenti più duri che in quelli più romantici e soffusi, come le fastose ballad "Masquerade", brano semi-acustico dove compare anche un'ispirata e bravissima Chez Kane o la finale "My Rock'n'Roll", toccante manifesto delle qualità di questo disco che, si dice, abbia convinto Perugino a mettere in piedi il qui presente progetto. Si potrebbe continuare citando le ruffiane, radiofoniche armonie di pezzi quali "Apologize" e la malinconica Titletrack oppure sottolinenado le velleità metalliche di "Break The Silence" o "Falling To Pieces", ma ogni traccia di questo LP meriterebbe menzione, risultando fresca e trascinante. L'unico limite dei Ginevra potrebbe essere imputato alla quasi totale mancanza di originalità ma quando la rivisitazione di certi cliché raggiunge certi livelli di personalità, accuratezza e illuminazione si può, facilmente, soprassedere, godendosi lo spettacolo.

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