WET: Apex
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31/03/2025Ero in attesa del nuovo capitolo targato W.E.T, nella speranza di ascoltare un disco in grado di spezzare la prostrazione artistica che da qualche anno ha colpito il buon Erik Martensson. Gli ultimi lavori targati Eclipse rimangono validi, ma meccanici mentre dal vivo il mind master è un'inesauribile fonte di energia. Cio purtroppo si accompagna a una stanchezza compositiva giustificata anche dalla moltitudine di uscite a cui il nostro è sottoposto. Questa preghiera rimane incompiuta con il qui presente 'Apex'; il discorso riparte e procede sulle medesime coordinate (ri)solcate dal precedente 'Retransmission' (2021). Se da una parte manca totalmente l'effetto sorpresa o una qualsivoglia direzione musicale diversa dal passato, possiamo considerare il porto WET un'osteria sicura dove ricercare anthem dall'effetto immediato che profumano della medesima birra alla quale siamo dannatamente affezionati. E' proprio nelle canzoni più semplici che i nostri affondano le radici; singoli come "This House is On Fire" e "Where Are The Heroes Now" (incalzante l'Outro) sono state scritte per fare breccia tra le nuove generazione che possono incrociare i propri padiglioni con la ricetta moderna ed easy lissening tipica del supergruppo. A queste aggiungiamo l'opener "Believer", aggressiva e incalzante come da tradizione scandinava. Per un fan nuovo che catturi, rischi di perderne un'altro anagraficamente datato e maggiormente rodato a questa ricetta. Pezzi come "Stay Alive" sono uguali a tante troppi altri episodi monotematici che ripropongono senza cambiare di una virgola l'Eclipse Sound. In altri capitoli il dna artistico rimane proprio dei Talisman post esordio (“Breaking Up” e “Nowhere to Run” sono una doppietta degna di 'Natural' o 'Seven'). Con il tempo abbiamo avuto la conferma dell'appannamento prima e smarrimento dopo dello stile a la Work Of Art in grado di caratterizzare alcuni dei primi episodi che aggiungevano classe ed imprevedibilità. Gli slow faticano a suscitare emozioni degne di nota. Meglio il lirismo di “Pleasure & Pain” al pop distorto e banale di ”Love Conquers All”. Le impressioni avute dagli ultimi dischi in studio targati Eclipse vengono confermate da questo 'Apex'. Per portare avanti il progetto WET si necessita di una svolta (non un disco Jazz intendiamoci), in grado di arricchire la proposta, maggiormente eterogenea, rimanendo agganciata ma non oltre alla formula che ha fatto le fortune delle carriere di Martensson, Soto e Sall.
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