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DEF LEPPARD: Diamond Star Halos

data

15/06/2022
75


Genere: Melodic Hard Rock
Etichetta: Mercury Records
Distro:
Anno: 2022

Ragazzi miei, quanto è stupido giudicare in modo lapidario un disco dopo un singolo ascolto. Ci si potrà ovviamente fare una prima "impressione", ma un giudizio è ben altra cosa, e richiede tempo e voglia (aspetti che spesso mancano nella bulimia musicale odierna, necessaria se uno vuole stare dietro alle centinaia di uscite presenti sul mercato), perché ascoltare e collezionare tutto in modo avido e superficiale è niente, mentre viversi un disco fino in fondo, invece, è tutto. Troverete stroncature pesanti di questo album in giro per la rete: ascoltatelo come si deve però, perché l'undicesimo lavoro dei Def Leppard cresce e cresce di valore con gli ascolti, e al primo passaggio (complice lunghezza e alto numero delle tracce) potrebbe anche sembrare dispersivo e poco ispirato, mentre invece dispensa classe da vendere, varietà e melodie "infettive" ed accattivanti che pian piano ti si incollano addosso. Certo, ogni paragone coi primi cinque dischi risulta ingeneroso, ma nessuno ormai si aspetta un capolavoro dai "ragazzi" di Sheffield, solo buona/ottima musica da chi la storia del rock l'ha già ampiamente scritta. E questo infatti ci regalano i Leppard, a partire dal recupero di certe atmosfere glam rock anni '70 (la doppietta che apre il disco), slow number dal sapore country ("This Guitar", con ospite la cantante bluegrass Alison Krauss, presente anche in "Lifeless"), hit nel tipico stile corale leppardiano ("SOS Emergency", "Gimme A Kiss", "Unbreakable"), grandi ballad da stadio munite di splendidi arrangiamenti orchestrali (la bellissima "Goodbye For Good This Time", con Mike Garson al piano, e l'emozionante "Angels") e sontuosi cori ("From Here To Eternity"). Colpi a vuoto? Pochi, per quanto mi riguarda: "U Rok Mi" (il titolo non è l'unica cosa orrenda della canzone) e la stanca "All We Need", non certo "brutta", ma un po piattina. La produzione, affidata al gruppo stesso e a Ronan McHugh, è una bomba, gli arrangiamenti anche, e tutta la band è in perfetta forma (Joe Elliott e la coppia Collen/Campbell da paura), sempre misurata, ispirata ed equilibrata come un ingranaggio perfettamente oliato, sezione ritmica compresa...insomma, cosa aspettate? Se amate i leopardi sordi tributate loro i giusti onori e correte in negozio, perché questi vecchi felini inglesi hanno fatto centro per l'ennesima volta! 

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