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WIZARD: MAGIC CIRCLE

data

07/10/2005
62


Genere: Power Epic
Etichetta: LMP / SPV
Anno: 2005

Chi sono gli Wizard? Un tedeschissimo gruppissimo simil-trueissimo, che se ne esce con un album su cui, in realtà, non c'è poi tanto da dire, nel bene e nel male. Sesto album, e (gli appassionati del settore inorridiranno) mi chiedo un po' il perchè. Niente male, intendiamoci, ma di musica più prevedibile ne ho sentita pochina. Anche qui, come prima, preciso: nel bene e nel male. Non è un album- fotocopia o un album-citazione, semplicemente è esattamente ciò che ci si può aspettare da un gruppo dedito a questo genere di sonorità, molto Manowar, molto "viva i guerrieroni potenti e cazzuti", molto "senti qua il battero e il chitarro cosa ti tirano in piedi". Un buon muro di fuoco, delle belle mitragliate, ma oltre non si va. Vocal lines prevedibili, assoli prevedibili, struttura ritmica prevedibile. Eppure piacevoli, non lo si può negare. La "vecchia scuola" ha insegnato bene, e pezzi come "Fire And Blod" o "Metal" testimoniano bene come lo spirito di Adams e soci sia ancora vivo. Un po' troppo Adams e soci, in realtà (metempsicosi dove vedremmo meglio un po' di empatia? Potrebbe anche esere). Certi pezzi, come la già citata "Fire And Blood", sembrano brani che i Manowar avessero dimenticato di pubblicare. Sicuramente la produzione di un disco che già di suo troverà un mercato controverso ad attenderlo, diviso in maniera estremamente netta tra ammiratori e detrattori, poteva evitare un'ulteriore critica agli Wizard: "Magic Circle" è, per nature, un disco che necessiti di potersi presentare granitico, deve poter essere un muro contro cui andare a sbattere. E invece è carente proprio da questo punto di vista, soprattutto per la batteria, sacrificata brutalmente a timbriche di qualità quasi domestica, che rovinano una struttura altrimenti ben fatta. Non so dire se questo disco avrà successo, ma di certo posso dire che si poteva fare di meglio.

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