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STRATOVARIUS: ELEMENTS PT.2

data

22/02/2005
79


Genere: Melodic Speed Metal
Etichetta: Nuclear Blast
Anno: 2003

Uno dei più grossi problemi che affligge una band importante dopo l'uscita del suo ennesimo album è il giudizio generale che ne trae il pubblico, che nella maggior parte dei casi si limita ad ascoltarlo una volta in maniera sommaria e, trovandosi di fronte ad un prodotto per certi versi differente rispetto ai lavori passati, ne rifiuta ogni singolo ascolto successivo e si limita a definire il gruppo come "scaduto", "morto" o "superato". Dopo l'arrivo di "Elements Part 1", che effettivamente può piacere o no, molta gente si è sentita in grado di definire la band con questi termini, sostenendo che non aveva più nulla da dare o da esprimere, che aveva perduto il suo vecchio stampo. Storcendo il naso di fronte alla presenza inutile di un brano come "Eagleheart" in un album del genere e alla calma piatta che si respira per tutta la sua durata. Così, dopo questo sciame di critiche la power band finlandese torna in pista con questo "Elements Part 2", dimostrando al suo pubblico più fidato, quelli che non si limitano ad "orecchiare" l'album di sfuggita e sentirsi in grado di castigarlo, che quel vecchio stampo non è andando perduto ma allo stesso tempo di essere in grado di ri-modellare le linee melodiche dell'album precedente proponendole in una forma più avvincente e meglio strutturata. Alpha & Omega - 6:30 - Voto: 8 Il concept che ruota attorno alla canzone è ben congeniato e in tutta la durata del brano aleggia un'aria d'impotenza e tristezza di fronte a cotanta maestosità e potenza. La canzone non sarà particolarmente orecchiabile questo è vero, ma la sua capacità di trasmettere quest'emozioni e la minuziosa cura di cori ed archi potranno farvene assaporare in pieno la sua creazione. I Walk To My Own Song - 5:03 - Voto: 9,5 Come? Non esistono più gli Stratovarius di una volta? Ah si? E allora sentitevi immediatamente questo pezzo! Veloce, potente e in pieno old-stile. Capace di seppellire in molti frangenti i migliori lavori della band dei tempi passati! Questa canzone ha saputo trasportarmi e coinvolgermi come non accadeva da molto tempo, contornata dall'ottima prova di tutti i musicisti dimostra a tutti gli effetti che questo gruppo non è morto e che, se vuole fare del bel power "incazzato" lo sa fare. YOU CAN'T KILL MY DREAMS, YOU CAN'T KILL MY SPIRIT, I WAS BORN TO BE FREE. I'm Still Alive - 4:50 - Voto: 8 Secondo brano speed del platter che raccoglie però meno apprezzamenti del precedente. Il suo ascolto mi riporta molto ai vecchi tempi "Episode" per quanto riguarda la ritmica, posizionandosi però un gradino sotto rispetto ai grandi lavori dell'epoca. Un ottimo lavoro compiuto a metà o forse una sorpresa mancata. Season Of Faith's Perfection - 6:08 - Voto: 9 E' difficile descrivere una canzone simile, dannatamente triste, malinconica. Totalmente avvolgente in tutte le sue emozioni, finemente contornata dall'ottima voce del buon Kotipelto, che riesce ottimamente ad esprimersi in queste semi-ballad, e dagli ipnotici riff del sempre più sorprendente Johansson. Il ritornello esplode poi in tutta la sua magnificenza, quasi come un grido liberatorio. Eccellente il lavoro offerto dalla band, da rilevare tutta la composizione sinfonica del brano curata come sempre. Awaken The Giant - 6:37 - Voto: 5,5 La quinta traccia è probabilmente uno dei lavori più anonimi del disco, vengono a mancare le emozioni trasmesse nei brani precedenti e sembra di essere tornati ai tempi dell'album predecessore. Lascia un po' d'amaro in bocca, quando si era giunti ad un livello tale di contemplazione dell'album ci si vede ripiombare in basso con questa canzone. Un peccato. Know The Difference - 5:38 - Voto: 9 Signori e signore, ci tenevo a presentarvi I signori Tolkki e Johansson in tutta la loro grandiosità. Sì perché i due musicisti in questo brano fanno di tutto tranne che tirarsi indietro, esplodendo in un vortice di velocità e di duetti chitarra-tastiera indiavolati. Assoli a parte il resto della canzone non è certo da buttare, anzi! Anche le linee vocali adottate dal buon Kotipelto ci riportano ancora indietro del tempo dimostrando che questa canzone sa veramente dire la sua. Ora la differenza con l'album precedente la conosciamo a dovere (scusate il pessimo gioco di parole). Luminous - 4:49 - Voto: 7,5 Ed eccoci di fronte alla ballad del disco, commovente in diversi frangenti. Contornata da melodie fragili e sensibili lascia il suo segno sulla pelle, ma allo stesso tempo non riesce ad appagarmi a pieno e a convincermi completamente delle potenzialità del brano. Dreamweaver - 5:53 - Voto: 6 Canzone degna compagna di banco della precedente "Awaken The Giant". Forse per certi versi risulta persino peggiore ad essa, riuscendo però a meritare la sufficienza unicamente per il grande lavoro svolto dai propri musicisti. Passo. Liberty - 5:01 - Voto: 10 Che cosa dire. Cosa dire di questa semi-ballad assolutamente perfetta ed espressiva in ogni sua forma? Questa canzone si è fusa corpo ed anima con me stesso e riesce a creare un turbinio di emozioni notevoli ad ogni singolo ascolto. Veramente esemplare l'assolo di Tolkki nella parte centrale, è veramente un urlo, un grido strappato alla libertà. Arriva un po' di pelle d'oca avvolta da una sottile presenza di tristezza. Forse esagero, ma non credo di essere molto lontano da poter definire questa canzone un capolavoro. Applausi. Tirando le conclusioni, giunti alla fine di questa opera, posso dire che i capolavori della band, "Visions" e "Episode" su tutti, sono lontani, lontanissimi! Ma siamo di fronte ad un grande album, quasi una rinascita della band finlandese che tante emozioni e gioie ha strappato ai suoi fans in tutti questi anni di attività. Un album purtroppo non completo, che dimostra ancora delle pecche e per questo non riesce a farsi spazio nell'olimpo dei migliori. Però gli Stratovarius ci sono eccome, presente e forte realtà del power metal odierno. Un album che forse non tutti riusciranno ad apprezzare completamente, ma che potrà ritagliarvi molte soddisfazioni.

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