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STRATOVARIUS: ELEMENTS PT.1

data

24/03/2003
50


Genere: Melodic Speed Metal
Etichetta: Nuclear Blast
Anno: 2003

Sono un grandissimo fan degli Stratovarius e mi fa male dover stroncare un loro lavoro. Sono tra coloro che hanno apprezzato anche opere come "Destiny" e "Infinite", ma con grande delusione devo dire che questo "Elements Pt.1" è il punto più basso mai toccato dalla band dei due Timo. Evidentemente la pausa che i finlandesi si sono concessa in questi ultimi 2 anni deve aver portato loro una crisi di idee piuttosto che un ricarico di energie. So bene di andare contro la critica che conta, la quale elogia l'abum in questione e indica la band autrice dello stesso come rinata; permettetemi di dissentire: la ricerca che gli Stratovarius effettuano in questo loro lavoro targato 2003 è sterile, cieca e senza via d'uscita. Non avevo molto apprezzato i due lavori solisti di Tolkki e Kotipelto dello scorso anno, ma se in quei dischi la formula magica non aveva tutti i suoi cinque ingredienti, in "Elements" essa latita pericolosamente. Per carità, l'album è molto ben suonato, ognuno dei cinque Stratovarius compie in pieno il suo dovere, ma quello che manca è il feeling. Le canzoni scivolano via anonime, piatte, deboli e talvolta, come nel caso di "Soul Of A Vagabond" e soprattutto "Fantasia", stizziscono per la loro banalità e la noia che provocano nell'ascoltatore. Manca l'incisività dei pezzi classici di casa Stratovarius. Gli 'elementi' vengono mescolati alla rinfusa sino a sembrare fini a se stessi e senza conferire spessore alle composizioni. Il brano di apertura "Eagleheart" è il classico singolo alla Stratovarius, orecchiabile e di facile presa, ma alla lunga risulta noioso e scontato. Carino, poi, il fraseggio chitarra/tastiere presente in "Learning To Fly", ma null'altro. Qualche emozione riescono a donarla solo pezzi come la strumentale "Stratofortress" e la bella "Papillon", un esempio di canzone ricca di pathos, tristezza, coralità ed epicità. Insomma un brano all'altezza del nome Stratovarius anche se non arriva ai livelli raggiunti dai classici del combo di Helsinki. L'album si chiude con la classica ballad acustica "A Drop In The Ocean", la quale cerca di rifare il verso alla bellissima "Forever" presente nell'album "Episode" del 1996, ma senza centrare l'obiettivo. L'edizione limitata di "Elements" consiste in un box con cover tridimensionale, un booklet aggiuntivo, un adesivo ed un inutile bonus CD di 3 pezzi (l'inedita "Run Away" e le demo version di "Soul Of A Vagabond" e "Find Your Own Voice") Se "Elements Pt.2", già pronto, continuerà questo stesso discorso, credo che dovremo aspettare un bel pò prima di osannare nuovamente il gruppo che ha riportato lo speed melodico e sinfonico a certi livelli qualitativi.

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