WINTERSUN: WINTERSUN
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15/09/2004Wintersun è la nuova creatura di Jari Mäenpäa, probabilmente desideroso di avere un progetto tutto suo e sfogare così le sue molteplici influenze che copiosamente si riversano in questa opera prima; se vogliamo proprio essere sinceri, gli istinti musicali che guidano Wintersun non esulano dai canoni stabiliti dal metal estremo, e non, più in voga nell'ultimo periodo, vale a dire power sinfonico iper-leccato (Stratovarius and co.) e death melodico di chiaro stampo svedese. E dopo i primi secondi dell'opener "Beyond The Dark Sun" vi sembrerà davvero di essere davanti al solito clone di Bodom più le tastierine neoclassiche pirupiru degli Stratovarius (o dei Sonata Arctica, pescate a sorte che tanto è uguale); quando ecco che una bella sfuriata con tanto di blast beat arriva a spezzare la noia e a portare il brano su binari più consoni, oltre che a fornire ulteriori sbadigli. Eh si, perchè se le capacità tecniche sfoggiate non si discutono, anche se ormai ci siamo abituati, Wintersun rischia di essere la solita solfa tipo Imperanon, altra clamorosa scoperta, in senso negativo è chiaro, della Nuclear Blast risalente a pochi mesi fa. A dire la verità, la qualità già altalenante dell'album ha occasione di risollevarsi nel corso dell'ascolto, per via di inserti piuttosto efficaci di clean vocals e sfuriate prettamente thrash/black che non potranno non entusiasmare sia gli estremisti più smaliziati, anche se per loro sarà acqua di rose, che i powerini a caccia di violenza temporanea. Un lavoro quindi piuttosto claudicante, incerto, che riassume alla perfezione quello che è stato il metal nordico negli ultimi tempi, ovverosia una valanga di idee originariamente ottime riciclate all'infinito fino all'esasperazione. L'anno scorso è toccato al death svedese, quest'anno a quello finnico, state attenti a non farvi fregare, potreste fare la fine del poveretto morto assiderato che campeggia nella (questa si ottima) copertina. Au revoir, Wintersun.
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