SVNTH : Pink Noise Youth
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29/01/2026Torniamo ad incrociare un album degli Svnth, progetto tutto italiano che vede la luce nel 2006 e che oggi ci regala il proprio quarto capitolo in studio. La band ha sviluppato nel corso della propria evoluzione sonora un percorso dal black metal a sonorità più sperimentali e poi shoegaze. Una matrice black resta, ma gli elementi più distanti dal gelido della nera fiamma si fanno più fitti, intricati e protagonisti. L’opera si muove tra malinconia e contemplazione profonda, partendo da Alcest per arrivare a Deafheaven, Harakiri for the Sky e a un rock rarefatto e dalle ambientazioni avvolgenti. I musicisti virano allora verso suoni più tenui, in cui acredine lascia spazio a tonalità più “primaverili”. Romanticismo ci lascia piacevolmente intiepiditi, mestizia che si lascia scorrer via, rancore che non trova più ragion d’essere per una contemplazione sofisticata di ciò che ci circonda. Otto pezzi in cui tecnica e raffinatezza faranno la gioia di chi non ama estremismi fini a sé stessi e cerca una dimensione nuova rispetto ad un black ferale e che porta freddo all’anima. Idealmente allora c’è una diversa ottica di valutare e interpretare relazioni e filosofia di vita nel progetto, uno stato nuovo che è propriamente evolutivo dell’essere umano e che Svnth interpretano con trasporto. Manca un ingrediente che distingua la band dal resto della scena, ma la qualità e le emozioni ci sono ed arrivano all’ascoltatore con fermezza.


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