MOONSPELL: Far From God
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23/10/2026Quattordicesimo album per gli eclettici portoghesi che sono stati capaci di reinventarsi, senza snaturarsi, più di una volta in questi trent'anni di carriera. Alcuni dei loro lavori sono giustamenti passati alla storia, ma anche quelli che hanno lasciato una traccia meno significativa non hanno mai propriamente deluso. La band si muove in questo caso nel territorio più gotico della loro proposta e il metal in senso stretto è presente solo a tratti. Le prime due tracce sono abbastanza coinvolgenti con il loro incedere gothic rock/darkwave e Fernando Ribeiro che si mantiene sul suo caratteristico cantato pulito per tutta la durata. A partire da "Biblical" però l'approccio si fa più meditato e benchè il cantato risulti più vario visto che si fa ricorso sporadicamente alle caratteristiche growls della band, nel complesso il lavoro perde giri, forse confidando troppo nella presa delle atmosfere create. "The Great Wolf in the Sky" benchè appesantita da un ritornello un po' stucchevole, risulta più valida, riprendendo la vivacità dei primi due brani e persistendo nel presentare anche inserti metal. Le due tracce successive sono nuovamente un passo indietro per i motivi già menzionati, in particolare "For the Love of Mortals" è una ballad che non dice molto. È nel complesso quindi piuttosto inaspettato il vigore che i Moonspell mettono nella conclusione di questo album prima con una doomy "Our Freedom to Fall", un po' a la Paradise Lost e poi con la ancor più potente "Reconquista" che conclude il lavoro. I portoghesi ci consegnano un'altro lavoro vario, raffinato, pieno di sottigliezze e sfumature che rendono giustizia alla classe che hanno sempre dimostrato. Non credo tuttavia sia una delle loro pubblicazioni che maggiormente rimarranno nella memoria collettiva, essendo un buon lavoro, ma in una carriera che ha visto picchi di altro livello.


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