ARCTURUS: Arcturian
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10/06/2015L'attesa per un nuovo album degli Arcturus è stata spasmodica. La delusione dopo averlo ascoltato è stata fulminea. Non per la qualità di un disco che, da quello che riusciamo a percepire, risulta essere un ottimo disco, anche se ricicla le idee dei lavori precedenti, confezionandole con qualche addobbo in più sul piano "elettronico" che potrà far gridare al miracolo qualche gasato abituale, ma per la pessima qualità del mixing e della produzione. La domanda dopo l'ascolto del primo brano del promozionale è stata: sarà un mp3 farlocco, compressato male. Purtroppo non è così perchè l'intero album presenta gli stessi non-suoni. Per farla breve, il suono della batteria è lo stesso di quello che si registra suonando su di un fustino del detersivo. L'ormai leggendario "sdengher" ulrichiano lo sovrasta in termini di efficienza. Tutti gli altri strumenti suonano ugualmente limitati, ovattati, si nascondono dietro l'un l'altro tant'è che il lavoro prestato agli arrangiamenti - e capirete che quando si tratta degli Arcturus gli arrangiamenti rappresentano uno dei fattori vitali per la riuscità dei loro album - è del tutto vanificato. Come una band di tale importanza, e con un patrimonio sonoro considerato così "avantgarde" abbia rilasciato un disco del genere resta un mistero, considerato anche che la Propechy è da sempre un'etichetta che presta molta attenzione ad aspetti come la produzione. Quindi, con tutti gli sforzi possibili, facciamo sinceramente fatica a giudicare 'Arcturian' nel suo complesso perchè sarebbe una valutazione parziale che poggerebbe su sensazioni e su aspetti guidati dal senno di poi. Con i "se" non si concretizza molto quando è in ballo una valutazione di per sè già puramente soggettiva:
Non avremmo più alcuna credibilità. Per dirla tutta, in definitiva, in confronto un Ep registrato in garage di una band nata tre settimane fa pare sia stato prodotto da Andy Sneap. Ed ICS Vortex? Merità una menzione d'onore.
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