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VOID OF SLEEP

Una delle band italiane che hanno lasciato il segno in redazione; in poco più di due lustri di carriera hanno prodotto solo tre lavori sulla lunga distanza ed un EP, ma ognuno di loro è stato uno step ulteriore verso la contaminazione che vede il doom, lo sludge, lo stoner, il progressive, ed i Voivod di metà carriera fare sempre più capolino nelle loro lunghe e multiformi creazioni, sempre caratterizzate da soluzioni orecchiabili e di facile presa.

Cosa è cambiato dal vostro debutto ad oggi? Gale: Siamo cambiati noi come persone, è cambiato il nostro sound, sono cambiate le nostre vite, è cambiata molto la cosiddetta scena musicale, è cambiato il pubblico, è cambiato persino il mondo. Dodici anni sono tanti. Per certe cose siamo una band diversa da quella del debutto, abbiamo fatto un percorso naturale di evoluzione, un membro fondatore non c’è più, ma ci sono altri due musicisti che stanno influenzando quello che facciamo, per altre cose siamo sempre gli stessi, con la stessa voglia di suonare la nostra musica.

Undici anni di carriera e solo 3 LP ed un EP. A cosa si deve un lasso di tempo così lungo tra un lavoro e l’altro? Gale: Credo che ci siano due fattori fondamentali: il primo è che di fatto siamo stati fermi circa 2 anni, dopo l’addio di Paso aspettando di riuscire ad avere una nuova formazione; secondo fattore credo che sia che il nostro processo di scrittura sia abbastanza lungo e lo stia diventato sempre di più a causa della strada che ha preso il nostro suono nel tempo. Tra T.B.R.A.M. e N.W.O sono passati due anni e mezzo e mi sembrano una distanza perfetta tra due album, tra N.W.O. e Metaphora ne sono passati cinque, ma di mezzo ci sono quei due anni in cui eravamo senza bassista. Tra Metaphora e il quarto album speriamo ne passino di meno!

Ci piace definirvi i Voivod italiani del periodo 'Nothingface', 'Angel Rat' e 'Outer Limits'. Vi ritrovate in questa definizione? Gale: in tutta onestà non ci ritroviamo molto, nessuno di noi è propriamente un loro fan, ma fa comunque piacere essere accomunati ad una band come i Voivod perché ne riconosciamo l’estrema importanza in un certo panorama musicale e la grande voglia di ricerca sonora che hanno fatto nella loro lunga carriera. Tuttavia, non siete gli unici a pensarla così, è un nome che è venuto fuori in alcune recensioni, alcune persone ci hanno fatto questo accostamento, quindi anche se non sono una nostra influenza diretta, sicuramente qualcosa di similare ci deve essere tra di noi, forse abbiamo semplicemente le stesse influenze, con molta probabilità anche loro come noi siamo amanti del prog degli anni 70, della psichedelia. Magari ne parleremo proprio con loro dato che, ironia della sorte, proprio in questi giorni siamo stati confermati come band di apertura del loro concerto il 6 dicembre al Bloom. (La domanda è stata posta alla band prima che la notizia fosse diffusa n.d.r.)

La vostra proposta musicale è estremamente multiforme. Quali sono i vostri ascolti e quali le band che hanno lasciato un segno indelebile e che accomunano i vostri gusti? Gale: ognuno di noi ha gusti anche molto differenti dagli altri, soprattutto negli ultimi anni. Tutti abbiamo un background comune, da ragazzini soprattutto abbiamo avuto una formazione Metal e hard-core ma crescendo ognuno di noi ha aperto i propri gusti a cose diverse, dal jazz all’elettronica, dall’ambient al folk. Se dovessi dirti una band che sono sicuro piaccia molto a tutti e 5 mi vengono in mente i Tool; poi se ne dovessi citare altre direi anche Mastodon, King Crimson, Opeth e Black Sabbath. Queste sicuramente sono le band che hanno influenzato di più il nostro sound.

Come avete affrontato il periodo di pandemia? Novità di formazione e nuovo lavoro in arrivo? Gale: la cosa peggiore di questi ultimi due anni abbondanti è che sicuramente abbiamo suonato meno di quello che avremmo voluto e potuto fare in un periodo “normale”, Metaphora è uscito nel marzo 2020 proprio durante il primo lockdown e non abbiamo potuto supportarlo a dovere. Altro problema sono state le prove, tra lockdown, coprifuochi, zone rosse e quarantene siamo stati costretti a non provare a più riprese per molto tempo. La formazione al momento è stabile e spero proprio che lo rimanga a lungo, stiamo lavorando al nuovo album, abbiamo già un po’ di materiale e spero che riusciremo a registrarlo entro la fine del 2023.

Finalmente sono riuscito a vedervi dal vivo in quel del Death Of Summer Festival in provincia di Rieti e sono rimasto molto soddisfatto perché la resa dei brani è stata molto vicina a ciò che registrate su disco; qualcosa torna a muoversi nel campo dei live e vi rivedremo presto in giro? Gale: Grazie mille di queste parole, nonostante non suoniamo più molto live come nel periodo dei primi due album, è una cosa che ci piace molto fare e ci piace riuscire a portare sul palco quello che facciamo nei dischi, ricordo però che ci vedesti anche al Sinister Noise di Roma con i Nero di Marte e ci scrivesti per farci i complimenti. Per quanto riguarda il futuro, nei prossimi mesi non ci vedrete molto in giro perché siamo estremamente concentrati sulla scrittura del quarto album, ma se dovessero capitare delle belle occasioni come quella di aprire ai Voivod allora non ci tireremo indietro, poi speriamo di riuscire a suonare per presentare il nuovo album.

Osservando le copertine dei vostri dischi, abbiamo notato che trasudano esoterismo, simbologia massonica, il nuovo ordine mondiale e le metafore; quanto fanno parte del vostro background? Come influenzano le vostre liriche la corrente crisi energetica, il cambiamento climatico, il pericolo del nucleare e la guerra? Gale: Dei testi se ne è sempre occupato Burdo, quindi sarebbe lui la persona più adatta a parlarti di questo. Quello che posso dirti io è che, fortunatamente, noi cinque siamo in sintonia sia per quanto riguarda le idee politiche che per la visione del mondo, a livello di società, quindi quello che può essere interpretato dai nostri testi è condiviso. L’esoterismo, la massoneria (che è alla base del concept del nostro secondo New World Order) sono usate come metafora per raccontare storie, i nostri testi parlano molto di sensazioni, emozioni, di psiche umana, ma sono spesso un attacco, una denuncia alla società moderna, all’alienazione dell’individuo, raccontando ansia, disagio e violenza; è probabile che anche gli ultimi accadimenti, e le varie conseguenze di essi, possano riflettersi nei nuovi testi.

Quali le nazioni che vi hanno dato maggiori soddisfazioni a livello di vendite e affluenza ai vostri concerti? Raccontateci qualche aneddoto che vi è successo durante i tour. Gale: Sinceramente non saprei quali siano le nazioni in cui abbiamo venduto di più, bisognerebbe chiedere ad Aural Music, la nostra etichetta. Per quanto riguarda i live, non abbiamo fatto tante date all’estero, alcune sono andate bene con discreta affluenza, altre decisamente meno bene, ti direi però che ho notato che le vendite al banchetto del merch siano andate particolarmente bene, ma fortunatamente capita anche in Italia di avere una buona risposta al banchetto, significa che abbiamo fatto un buon concerto, anche al Death of Summer, nonostante fossimo leggermente fuori contesto abbiamo venduto bene a livello di dischi e magliette.

Siete stati protagonisti, vostro malgrado, del furto della strumentazione il giorno dopo un concerto in compagnia dei Nero Di Marte in quel di Roma, come ha risposto il pubblico di internet alla campagna di crowfunding? Gale: non so dirti se sia andata bene o male, è una questione di punti di vista, dobbiamo assolutamente ringraziare chi ci ha dato una mano, ma a conti fatti abbiamo recuperato solo una piccola parte del danno, in totale il valore di ciò che ci è stato portato via si aggirava intorno ai 20/25000€, ma è acqua passata, non mi piace molto rivangare quel ricordo.

Volete aggiungere qualcosa? Gale: Grazie a voi per questa intervista, un saluto ai lettori della webzine e un invito ad andare il più possibile ai concerti underground, è un settore difficile, decisamente in crisi, c’è bisogno di supporto e di interesse per alimentarlo, se manca il pubblico i promoter rischiano sempre di meno, i locali chiudono, le band si sciolgono ecc. Quindi bisogna capire che la partecipazione, l’interesse e l’investimento sono fondamentali per far sì che questo mondo, che di fatto è quello che amiamo, rimanga a galla.

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