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ALEX DANIELE:

The mission

Più che narrare la vita da darkettonne il libro racconta la classica vita da rocker anni 80/90: droga (tanta), rock'n'roll (di più), sesso (non è proprio specificato, ma traspare parecchio divertimento). La band era riuscita a crearsi un fan club numeroso e casinista chiamato "Eskimo", che non faceva mai mancare la propria presenza ed ilmsostegno ai concerti e con i quali i musicisti solevano intrattenersi post esibizione: Hussey non ha mai fatto mistero che la band esisteva per i supporter. L'esperienza del leader con i Dead Or Alive, il grande successo dei primi tre dischi ed i relativi tour mondiali ai quali non sono mai mancati casini (come hotel devastati), la crescente popolarità e le scalate alla classifiche ufficiali; il pessimo rapporto con la stampa inglese e quello eccezionale con quella europea. Le amicizie con i The Cult, Iggy Pop e John Paul Jones (bassista dei Led Zeppelin e produttore del terzo album) i quali spesso raggiungevano la formazione sul palco per suonare alcuni brani. Per dare maggiore libertà alle performance del vocalist, decidono di reclutare un secondo chitarrista, nella persona di Dave Wolfenden appena fuoriuscito dai Red Lorry Yellow Lorry, proprio per il tour che li porterà in Italia nel 1989 in seguito all'uscita di 'Carved In Sand' (ma di questo musicista se ne perdono le tracce nel seguito della narrazione). I diversi e fisiologici cambi di line-up, gli immancabili inconvenienti durante le tournée americane con la voglia di porre fine al tutto, ma immancabile arriva il dietrofront grazie all'amore dimostrato dai calorosi fan ad ogni concerto. La carriera solista di Wayne Hussey, il periodo di vacanza italiano grazie a Paolo Bedini che gli organizzò diverse date in acustico e la collaborazione con la band italiana Votiva Lux che dette vita ai Vessel, formazione che non ha mai visto la luce su disco. Scritto in maniera scorrevole e godibile, riporta anche notizie sulla vita familiare e personale del leader, ne consegue che le liriche molto spesso erano pregne delle sue vicissitudini (la nascita della figlia o i tradimenti dei vari membri della band che avevano abbandonato la nave). La soglia dell'attenzione e del coinvolgimento, specialmente per chi è stato fan ed ha vissuto i primi anni della band, tende a scendere dopo la parte relativa all'uscita dei primi tre dischi e le schermaglie con Andrew Eldricht (Sisters Of Mercy); credo tutto ciò sia fisiologico, ma verso la fine del libro, in concomitanza con la pubblicazione del lavoro "Another Fall From Grace" che si ispira musicalmente agli esordi, fa venire voglia di colmare quella lacuna e segna un impennata nel coinvolgimento del lettore. In quanto fan dei Sisters Of Mercy e di conseguenza dei loro discendenti The Mission mi sarebbe piaciuto leggere più aneddoti o articoli di giornale dell'epoca che riportassero il botta e risposta dei due leader (Wayne ed Andrew) post scissione dalla band madre.

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