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Andrea Valentini: Venom - Metallo Nero

Venom metall nero

Era abbastanza incredibile che ad una band come i Venom che ha inventato un genere, non fosse ancora stato dedicato un libro, in aiuto giunge questo volume edito da Tsunami Edizioni e scritto da Andrea Valentini, scrittore a tempo pieno dopo aver attraversato le ultime tre decadi pilotando la fanzine "Shove", suonando con gli emo-corers Point of View ed ora scrivendo di musica estrema. Lay down your souls to the gods rock'n'roll!
 

Finalmente! Si sono consumati fiumi d'inchiostro per parlare del black scandinavo e di tutti i misfatti di quegli (ex) ragazzotti esaltati e paranoici, ma finora non si era ancora parlato di chi, volenti o nolenti, ha inventato il black metal. Con questo volume edito da Tsunami Edizioni nella collana "Gli Uragani" si copre questa vistosa falla, anche se le 224 pagine di "Metallo Nero (1979-1982)" non sono una vera e propria biografia del terzetto più malefico del globo, ma piuttosto un tributo ai primi anni di esistenza dei Venom, in cui si intersecano dichiarazioni discordanti dei tre cerimonieri: Conrad Lant ossia Cronos, Jeffrey Dunn, ossia Mantas e Anthony Bray ovvero Abaddon. Si parte dal racconto della folgorazione dell'autore del libro quando acquistò la musicassetta di 'Welcome To Hell' con il nome della band sbagliato - la Base Records aveva stampato Venon, al posto di Venom - e si fece una copia di 'Black Metal' per passare alla descrizione del territorio del nord-est inglese, ossia Newcastle e dintorni, dove i nostri si fecero largo, con la descrizione di alcuni locali fatta da un "geordie" - nomignolo con il quale venivano identificati gli abitanti di quella zona - come Tony "Demolition Man" Dolan, leader degli Atomkraft con un passato appunto nei Venom, nel periodo senza Cronos ed ora con Mantas negli M-Pire Of Evil.

Quindi si inizia la cronistoria di tutte le pubblicazioni fatte dai Venom, partendo dal primo demo intitolato 'Demon' nel quale la band, che ai tempi era un quartetto ed aveva Clive Archer ovvero Jesus Christ (!!!) alla voce, pubblica i tre pezzi "Angel Dust", "Raise The Dead" e "Red Light Fever" in versione più rallentata rispetto a quelle che poi finiranno sugli album con la bellissima testimonianza di Geoff Barton, mitico recensore di "Sounds", sicuramente romanzata, ma perfettamente inquadrante l'inquietudine che provocava l'ascolto di quei Venom a QUEI tempi. Quindi il contratto con la Neat Records, grazie all'insistenza di Cronos che allora lavorava agli Impulse Studios di proprietà di David Wood, il quale fonderà la mitica label, affiancato poco più avanti da Jess Cox - primo singer dei Tygers Of Pan Tang - e l'allontanamento del vocalist quando Mantas chiede a Cronos di cantare su "Live Like An Angel Die Like A The Devil" con risultati decisamente più malefici, anche se l'episodio scatenante pare sia stata la devastazione del giardino di casa Archer con i pyros provati per il concerto, la conseguente uscita debutto per la Neat con il singolo "In League With Satan" con la già citata "Live..." come B side ed lo sconquassante riscontro che porta i Venom ad essere spronati anche durante recensioni di dischi altrui, come fece ancora Geoff Barton invitando la Neat a pubblicare subito un'album per il terzetto, nonostante questo boom mediatico la comparse live sono rarissime, solo tre certificate fra il 1980 ed il 1982, vuoi per il temuto spettacolo di fuochi, vuoi per la terrificante tempesta sonora perpetrata dai tre. Come dicono i Venom, anzi soprattutto Cronos, la loro musica vuole essere una definitiva conclusione del discorso creato dai Black Sabbath a livello lirico e dai Discharge a livello musicale, portandolo agli estremi, sia come testi "Cantiamo di Satanismo, stregoneria e paganesimo, sesso, droga e rock'n'roll. Dicono che questa sia la musica del Diavolo e allora facciamola come va fatta!" così si esprimeva Cronos - sia come immagine - "Bracciali borchiati giganteschi,asce e pugnali rituali, pantaloni e slip di pelle, stivali da guerrieri ornati da pentacoli e borchie, pendagli con simboli diabolici, magliette strappate, candele propiziatorie, 666 come se piovesse, catene oversize, bastoni da passeggio con teschi umani al posto del pomello, nunchaku alla cintura, collari ferrati..." tratto da pagg.15 e 16 - , ed anche il modo in cui danno alle stampe lo spartiacque musicale intitolato 'Welcome To Hell' non è proprio quel che si dice ortodosso, registrando le versioni demo dei brani pronti e pubblicandole con la stessa copertina del singolo senza intervenire in alcun modo sul lavoro fatto da Keith Nichol. Questa brutalità fa colpo ancora su Barton, ma anche su Dante Bonutto di Kerrang! e l'album diventa un classico in poco tempo attirando anche l'attenzione del grande Beppe Riva di Rockerilla; tutti i brani vengono commentati in maniera minuziosa dall'autore, quindi c'è anche un commento di Abaddon, l'unico ad essere stato intervistato ufficialmente per questo libro. Quindi si passa a 'Black Metal', attraverso il Festival di Poperinge dove il 13 Agosto 1982 di fronte a 3000 metalheads, i Venom hanno messo a ferro e fuoco il palco ed attraverso il singolo 'Bloodlust' - con B side "In Nomine Satanas" - , che viene addirittura nominato singolo del mese da 'Sounds'; il secondo album del terzetto di Newcastle esce il 1'Novembre 1982 - il giorno di ognissanti, eh, eh! - e risulta molto più curato del predecessore, grazie alla puntigliosità di Keith Nichol, già dall'inizio con quel rumore generato da una sega elettrica contro due placche d'acciaio fissate a delle morse, si capisce che sarà un apocalisse sonoro, così parte "Black Metal", l'inno, il brano che ha generato tutto, prima non c'era, dopo c'era, qui è nato il black metal con buona pace dei detrattori, leggetevi tutti i commenti di Cronos sparsi quà e là, ma anche quelli di Abaddon brano per brano, basti pensare che per questo mitico pezzo parla di "fuck off metal", più di così.

Poi vengono analizzati i testi puntigliosamente con commenti e traduzioni, ma anche la copertina con Cronos che ne rivendica la paternità e con dettagli a volte dimenticati, poi c'è spazio anche per la genesi del suono con testimonianze sempre dei tre ed interviste in cui spiegano anche le loro influenze, quindi anche i commenti sul black metal, inteso come quello norvegese e l'idea di Cronos su questo argomento, come al solito non le manda a dire! Il libro ha poi una seconda parte molto interessante - non che la prima non lo fosse! - difatti vengono raccolte interviste e testimonianze di artisti metal e/o punk sui Venom e su quello che hanno rappresentato: prima ne parla Abaddon, in maniera controversa ma importante, lui c'era! Poi si passa al già citato Tony "The Demolition Man" Dolan, a Blacky dei Voivod, a Malcolm Dome di Kerrang! e Record Mirror, a Burzum e qui lasciateci aprire una parentesi sulle parole di questo individuo: considera i Venom una buffonata, dice che non lo hanno mai influenzato e che tutti quelli della scena li odiavano, beh, dopo aver ascoltato i suoi dischi e visto che cazzate ha combinato, ci chiediamo se era il caso di dare ancora spolvero a questo mentecatto, ma passiamo oltre, con Paul "Evo" Evans dei Warfare, A.C. Wild e Andy Panigada dei Bulldozer, Quorthon, Rob "The Baron" Miller degli Amebix, Tesco Vee della Touch&Go, Peso dei Necrodeath, Alberto Penzin degli Schizo, Jim Clare chitarrista ai tempi di 'Calm Before The Storm', infine l'ultimo capitolo riguarda brevi interventi sia degli stessi Venom, che di personaggi famosi quali Kerry King e Dave Lombardo, Snake, Lars Hulrich, Dave Mustaine, Gary Holt, Charlie Benante, Gene Hoglan, Dave Grohl, Tom Warrior, Schmier, Vorph, Mille Petrozza, King Diamond ed anche i nostri Tommy Massara, Fabban e C.C.Muz, ma porrei l'accento su Dead, Euronymous e Necrobutcher dei Mayhem, Ihsahn degli Emperor, Fenriz dei Darkthrone e Abbath degli Immortal...per fortuna che tutti li odiavano in Norvegia...mah! La chiosa è affidata alle varie formazioni dei Venom, tutte le edizioni dei due album in questione, gli ascolti consigliati da Cronos, Mantas e Abaddon, i ringraziamenti e le fonti (interviste, riviste e fanzine varie). Insomma un'ottimo compendio per quel periodo che è, come citato anche nella back cover: "la cronaca di una manciata di anni in cui i Venom hanno cambiato il mondo o almeno una sua piccola parte", una fonte dettagliata per chi vuole conoscere l'inizio di tutto il movimento "malvagio" ed i protagonisti che ne hanno fatto parte, molto interessante e ben scritto, consigliatissimo.

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