VAKA: KAPPA DELTA PHI
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02/02/2009Progetto svedese al debutto autore di un disco assai affine al post-rock/metal, ma che non si tira indietro quando c'è da osare. Karl Daniel Lidén è il mastermind dei Vaka, mentre svariati ospiti lo supportano nella realizzazione di "Kappa Delta PHI", release che rimanda a band come Isis e Neurosis e tira in ballo gente come Nine Inch Nail e l'industrial metal in genere. Tutto questo marchiando l'intero lavoro con una prospettiva retro', con un suono grasso e pulsante e strumenti come il mellotron che fanno tanto anni '70 e progressive - da tempo, inoltre, non mi capitava di ascoltare un basso così lacerante e stordente. Non è difficile neanche scovare un vago tributo allo stoner-doom. Tanto per dire che non siamo difronte ad un disco facile d'ascoltare, nonostante sia un'opera che ti sbatte sul muso immediatamente tutto quanto ha da dire. Perlopiù strumentale, con diverse parti cantate, è un lavoro solido che tenta di sfruttare al massimo le intuizioni che lo connotano, solo che alla lunga si ha la sensazione tenda ad esagerare riuscendo a stento a non perdersi nelle varie pieghe che la struttura assume. Brani ora aggressivi, ora riflessivi lo caratterizzano e spesso i due momenti si alternano all'interno dello stessa composizione. Ma la voglia di strafare frena troppo quanto di buono c'è nel proposito, mentre nella pratica il risultato è alterno. Comunque, brani disturbanti come la splendida "I Of Everything" o l'altrettanto conturbante "At The Hands Of Loss" non si compongono tutti i giorni, segno che questo esordio è destinato a diventare il trampolino per una progetto già vicino alla piena maturità artistica, capace di sprigionare una carica ed un'indole umorale che i vostri neuroni faticheranno a controllare. E questo è, si spera, soltanto l'inizio.
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