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MADBALL: Not Your Kingdom

data

07/08/2026
76


Genere: Hardcore
Etichetta: Nuclear Blast
Distro:
Anno: 2026

Madball: hardcore newyorkese sopravvissuto a cambi di formazione, a tendenze musicali allodole, e a progetti non credibili come il penultimo album ‘For The Cause’ (2018), unico loro passo falso, discontinuo, con tracce troppo insulse, emo, con incursioni portoricane e reggae. Una carriera che viene consacrata nei primi anni ‘90, anticipata con un singolo "Ball Of Destruction" (1989) ed un primo EP ‘Droppin Many Suckers’ (1992). Acclamati soprattutto per ‘Set It Off’ (1994) e ‘Demonstrating My Style’ (1996). I Madball nascevano come “seconda opportunità” degli Agnostic Front. Freddy Cricien il vocalist, al tempo del singolo, aveva appena quattordici anni, ma già da qualche anno si allenava sulle scene live con il fratello Roger Miret, vocalist degli Agnostic Front. Nel 2026 sotto pressione per via dell’attesa da parte dei fan, ma strategici nelle loro scelte, ritornano sotto i riflettori con il decimo album ‘Not Your Kingdom’; un progetto che segna la consacrazione della formazione attuale (tutti i quattro membri hanno contribuito alla scrittura), e che suona esattamente come lo avevano immaginato (ne ritardano l’uscita per affinarne il mixaggio). Lo scremano (escludendo alcune tracce) e cercano di indirizzarlo il più possibile verso un progetto ambivalente, un disco che racchiuda gli elementi hardcore che li ha resi importanti nella scena underground HCNY (breakdown, blast beat, d-beat, etc), e che ne amplifichi il sound per accogliere nuovi fan e plasmare folle di spettatori ai festival. Con la traccia di partenza “Tethered” il senso rimbalzante di una scheggia impazzita (come Freddy) che continua a cambiare la sua proiezione è garantito! Sorretto da un cantato scream e da cori dal senso rap style (balzante), istiga il pogo e reazioni di massa. E’ una sorta di “ribollita” hardcore: i pensieri raffermi si innalzano con la vocalità che si riscalda in ogni fraseggio per poi esultare in una densa amalgama con l’aggressività, pulsante e sfarfallante, della batteria. Registrano velocità incontrollata in "Fiammable". Strutturano delle pre-canzoni come “Rebelude” e “Sunrise” per far vibrare la realtà a cui si ispirano: la strada. Sulle voci percepite da suoni ambientali urbani articolano le loro idee compositive. In “Rebelude” il pizzicare di corde di chitarra fa insinuare distrattamente un motivo che evoca capacità ripetitive da coro, e si trasforma in apripista per la traccia successiva “Rebel Kids” tramutando il sound HC. Ma a mio giudizio è con “Don’t MisStep” che alzano l’asticella e recuperano l’olfatto, e ci rifanno sentire quella “puzza” di piccoli locali, stracolmi di corpi saltellanti, urtanti, che si lasciano andare in voli aerei, con tappeti di persone “salvanti”. “What You Say” incorpora l’intenzione di avvicinare un altro pubblico, mostrando suoni più fluidi. "Stab Wounds" è il gioiellino hardcore maturo che aspettavamo; in questo frangente i Madball mostrano la capacità di rendere più pulito uno stile dall’impatto devastante, violento, che si alimenta di tinte death metal per estremizzarne il ritorno. E’ scacco matto! Le radioregistrazioni di “Sunrise” aprono la strada alla traccia successiva “Life’s A Mural” (anche lei meno ruvida per i loro canoni). Mentre “Family First” si riallaccia al loro sound HC alternando oppressione al metal. “Clockwork” si pregia della collaborazione di Antony Comunale dei Killing Time. E con “IWI” siamo di nuovo sotto assedio! In “The Pride” le novità (coro alternativo) non deturpano il loro marchio sonoro. E se i Bad Brains nel 1983 con “At The Movies” invitavano i giovani a non cadere in false illusioni, create dai media, i Madball vogliono con la traccia conclusiva “Chase A Dream” trasmettere un messaggio che assume i connotati di dichiarazione positiva, e che possa ancora essere fonte di ispirazione: <<Insegui un sogno, non lasciare mai che ti dicano quanto vale la tua vita, il tuo spirito è sempreverde>>! Sono sempre loro, sono tornati, ma con la maglietta della saluta sulla pelle.

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