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KAYLETH: 2020 Back To Earth

data

23/05/2020
78


Genere: Stoner Rock, Space Rock
Etichetta: Argonauta Records
Distro: Goodfellas
Anno: 2020

Lo stoner rock in particolare si è connotato come un genere che, per sua natura, ha a che fare con atmosfere e visioni che tendono a divagare nello spazio siderale ed astrale, in scenari fantascientifici, magari per mezzo dell’uso di sostanze psicotrope, o comunque usando stratagemmi che rendessero più dirette queste suggestioni mentali. Il rock, quindi, a contatto con lo spazio e la fantascienza, che cavalca stile classico ed evoluzioni avanguardistiche, in un mix che risulta alla fine poderoso ed inebriante. In Italia, si può dire che una delle formazioni che hanno fatto dello space-rock il loro stile musicale fondamentale sono i veronesi Kayleth. Da sempre fedeli ad Argonauta Records, essendo tra le prime band a far parte della famiglia della label piemontese, quest’anno pubblicano il loro terzo album sulla lunga distanza, il cui titolo, osservando gli attuali tempi che corrono, potrebbe lasciare spazio a vibranti discussioni, rimanendo sempre (si spera…) in un contesto ironico. ‘2020 Back To Earth’, alla luce dell’attuale pandemia sanitaria, potrebbe non risultare un titolo incentivante, dato che qualcuno potrà pensare a fare ciò che ritiene più opportuno, tranne però tornare sul pianeta Terra in piena pandemia. Entrando però nel merito dell’album, che è ciò che più ci interessa, il titolo sintetizza invece la volontà di tornare in un pianeta Terra scosso dalle situazioni negative che, a differenza del Covid-19, si protraggono ormai da decenni e alle quali si cerca di risolvere definitivamente: il crescente inquinamento atmosferico, le tensioni politiche sempre più aspre che sfociano poi in guerre e conflitti senza un senso definito, il malessere della società. Un mondo in costante deperimento, in cui si cerca di salvare il salvabile. La copertina in stile fumettistico lo testimonia bene, dove una navicella cerca di salvare le specie rimaste, e allo stesso tempo la figura eroica che cerca di porre una pezza in un mondo ormai malato. I Kayleth raccontano queste vicende con il loro solito piglio, uno stoner rock sempre vivo, possente, muscolare ed anche fantasioso. Il brano che ha anticipato il disco, “Corrupted”, è anche il brano di apertura, ed è subito una dichiarazione d’intenti che conferma che il loro rock è carica pura; un brano che trascina all’istante, con chitarra e parti ritmiche potenti, e la voce ormai inconfondibile di Enrico Gastaldo che si staglia forte nello spazio. Il livello si mantiene alto per tutto l’album, con grandi frequenze e decibel sparati a mille, dove chitarre e synth si fondono in una miscela spaziale senza confini, che colpisce in tutte le parti. Da menzionare in maniera particolare un paio di brani. “Lost In The Canyons” presenta uno stoner-space come sempre coinvolgente, in cui si inserisce nella seconda  parte, in maniera del tutto inaspettata, un sax ospite che travolge emotivamente, e che si dimostra perfetto per il brano in questione, alzando ulteriormente il livello. E inoltre, “By Your Side” dove i synth di Michele Montanari diventano assoluti protagonisti, anche qui soprattutto nella parte finale del brano, che possono rimandare a sprazzi dei The Cure di ‘Disintegration’. ‘2020 Back To Earth’, come del resto gli album precedenti, riesce a dimostrare di essere un disco musicalmente positivo, non solo come qualità musicale in sé, ma proprio come modo di intendere lo stoner rock, compiendo sempre quel passo in avanti fondamentale per rendere l’album pienamente ed interamente ascoltabile, donando un senso di effervescenza e di coinvolgimento costanti e duraturi. Tutto ciò è testimonianza che non solo il lato spaziale dello stoner, ma in generale lo stoner-rock italiano, staziona da ormai alcuni anni ad un livello tra i più alti in Europa. Ed i Kayleth meritano di stare in queste posizioni. Basta solo credere in loro, soprattutto da parte di chi segue, o “dice” di seguire, la scena live underground italiana.

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