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GRAVEWORM: (N)UTOPIA

data

15/01/2005
75


Genere: Black Melodico
Etichetta: Nuclear Blast
Anno: 2005

Gli altoatesini Graveworm sono quella che definiresti la classica band trascurabile; una carriera sicuramente non breve, ricca di prodotti discografici, e una proposta musicale radicata nel black melodico/sinfonico tutto sommato discreto. Insomma roba che accontenta giusto i maniaci del genere, e se ci aggiungiamo pure il fatto che dal vivo i sei ragazzi non fanno una gran bella impressione, la curiosità che provavo nell’ascoltare questo “(N)Utopia” era piuttosto scarsa. Strano a dirsi, mi sono dovuto ricredere, anche se solo dopo un paio di ascolti: miscelando con abilità le loro melodie, una sana dose di death metal e riff tipicamente swedish (in certi punti sembra di sentire i Dissection), Stefan e e compagni riescono a colpire subito nel segno fin da “I – The Machine”, dotata fra le altre cose di un triturante drumwork che dona dinamicità totale anche ai brani successivi…ecco forse quello che mancava ai Graveworm ‘di prima’, la dinamicità! Sovrana era la piattezza, la monotematicità, il ripetersi di formule e schemi triti e ritriti che potevano entusiasmare per i primi tre ascolti al massimo. Senza puntare troppo sulla velocità ma anzi giocando su tempi piuttosto groovy (la title-track o “Never Enough”), i nuovi pezzi si ritagliano il giusto spazio dando voce a tutti gli strumenti, anche per merito di una produzione pulita e potente come richiesto dal genere. Insomma, se già in precedenza i lavori dei Graveworm erano perlomeno godibili (io stesso ho elogiato il precedente e già citato “Engraved In Black” con la mia recensione), “(N)Utopia” mette in chiaro le cose e ci restituisce una band in perfetta forma, migliorata sotto ogni punto di vista; a tal proposito, stringo metaforicamente la mano a Stefan per aver abbandonato le sue urla stridule che ricordavano il temibile Dani Filth, abbracciando uno stile a metà fra il growl e lo screaming più efficace. Finalmente il futuro promette bene per i Graveworm, adesso aspetto solo di rivederli dal vivo per constatare la genuinità della loro maturazione.

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