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THE PRESTIGE: nuovo singolo

I The Prestige continuano la loro evoluzione e aprono un nuovo capitolo con "Noire Nuit", un nuovissimo singolo accompagnato da un video e dal primo estratto del loro prossimo album, in uscita in primavera per Banshies. Più che una semplice anteprima, il brano si dispiega come un'immersione immediata in un universo soffocante, oscuro e organico. Registrato dal vivo, poi mixato da Amaury Sauvé (The Apiary) e masterizzato da Thibaut Chaumont (Deviant Lab), "Noire Nuit" segna un passo significativo nella traiettoria della band. Qui i Prestige spingono la loro identità hardcore e post-metal al limite, adottando un'accordatura molto più bassa rispetto all'album precedente. Il loro suono viscerale e adrenalinico si trasforma in qualcosa di più pesante, più impantanato, più malsano, ma anche pieno di crepe e vulnerabilità, come se la violenza non potesse più esistere senza la sua controparte emotiva.

Il brano affronta la depressione attraverso una metafora centrale: una palude viscosa in cui ogni tentativo di movimento non fa che peggiorare l'affondamento. Alex Diaz (voce/chitarra/pianoforte/synth) riflette su questa immagine fondante: "Mentre attraversavo un periodo difficile della mia vita, sentivo che più cercavo di lottare e cercare soluzioni futili, fino al punto di prosciugare tutte le mie energie, più sprofondavo in uno stato di angoscia". Lo descrive come una lotta inutile "come sabbie mobili o una palude appiccicosa" dove l'istinto di sopravvivenza diventa paradossalmente distruttivo. La via d'uscita non viene da un'improvvisa esplosione di forza, ma dall'arrendersi: "È stato capendo che dovevo accettare la mia situazione e darle un senso che sono riuscito a risalire".

Questa sensazione di sprofondamento non è solo un tema narrativo, è insita nella struttura stessa del brano. "Noire Nuit" si affida a un metro instabile, deliberatamente disorientante, che interrompe qualsiasi senso di progressione lineare. Thibaut Cavelier (batteria) spiega che "il ritmo particolare del brano rafforza l'impressione di un fango difficile da attraversare", con ogni battuta che sembra più pesante della precedente. Il movimento diventa esitante, quasi goffo: "ogni passo è più pesante del precedente. Si barcolla. Si vacilla". Un modo per rendere fisicamente tangibile l'esaurimento mentale. All'interno di questa massa opaca, The Prestige introduce tuttavia qualcosa di nuovo: un ritornello centrale cantato, quasi luminoso per contrasto. Fabien Gagnière (chitarra) sottolinea che questa scelta è tutt'altro che insignificante: "Il ritornello cantato ci ricorda che, nonostante la sensazione che nulla possa migliorare, c'è sempre una luce nell'oscurità". Questo ancoraggio melodico, raro nella discografia della band, agisce come un fragile respiro nel cuore del caos e rappresenta "qualcosa di completamente nuovo per la band, avere un ritornello così centrale all'interno di una canzone".

Dopo la registrazione dal vivo, la band ha esteso il processo in studio attraverso una fase più sperimentale. Julien Bouladoux (basso) menziona "Alcuni giorni trascorsi a fare un ampio lavoro di sound design con sintetizzatori vintage e modulari" non per smussare le cose, ma per "aggiungere ancora più consistenza e profondità al suono". Questi sottili strati accentuano la sensazione di soffocamento e conferiscono al brano una dimensione quasi tattile, come se il suono stesso si attaccasse alla pelle.

I testi, che mescolano francese e inglese, rafforzano questo senso di confusione interiore: le lingue si intrecciano, si scontrano e si sovrappongono, rispecchiando pensieri che si intrecciano e si contraddicono a vicenda. Diretto dalla band stessa, il video estende questo approccio senza filtri, traducendo visivamente questa oscurità appiccicosa e la lotta silenziosa contro se stessi. Con "Noire Nuit" i Prestige non puntano semplicemente a una maggiore pesantezza. La band si avventura deliberatamente in uno spazio scomodo, dove la violenza sonora coesiste con l'ammissione di debolezza, gettando le basi per un album annunciato come profondamente introspettivo, oscuro, denso e impegnativo, sia per chi lo ascolta che per chi lo ha creato.

The prestige

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