TRIST: WILLENSKRAFT
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03/04/2009Alla luce di questo "Willenskraft" sarebbe fin troppo facile bullarsi del monicker di questo progetto messo su da Tristan, membro dei Lunar Aurora, giunto al quarto disco in studio. Il contenuto, chiariamolo fin da subito, non è per nulla memorabile. Non tanto per l'assoluta mancanza di idee, il che già non giova a suo favore, ma soprattutto per la ricerca ossessiva nel volere ricreare atmosfere ed evocare sensazioni attraverso nulla di concreto. Black metal ed ambient si dividono la scena, ma sia in un caso, sia nell'altro, la proposta risulta abbastanza oscena. Brani che iniziano in un modo e finiscono nello stesso modo senza mai aver cambiato una virgola. E questo accade in brani, da tenere ben presente, che raggiungono anche i 12 minuti di durata. Non basta intervallare ambient e black nella stessa traccia per dare prova di abilità compositiva, anche se sono convinto che non sia certo questa la peculiarità di Tristan. Lui, invece, verrebbe musicare l'autocontrollo - willenskraft - ed il suo obiettivo è quello di ricreare l'ambientazione giusta, stimolare la sensibilità e toccare le corde che dovrebbero trasformare le note in emozione. Ma, ahimè, questo non avviene. La noia è imperante. L'ambient è elementare, come il black proposto, e la sensazione di deja-vu che si avverte a causa di un costante scrosciare di onde che si infrangono sulla scogliera in sottofondo è pressante. Un filo conduttore che otterrebbe l'effetto voluto se avesse quanto meno un carattere evocativo a seconda della situazione, ma è il momento stesso ad essere unicamente prolisso. Niente, elettroencefalogramma piatto. Un disco nato già morto e destinato a non essere ricordato. Fantastica la copertina.
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