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MIDNIGHT ODYSSEY: Biolume Part 3 - A Fullmoon Madness

data

27/01/2024
91


Genere: Ambient Black Metal
Etichetta: I, Voidhanger Records
Distro:
Anno: 2023

Gli australiani Midnight Odyssey sono da più di 15 anni la one man band di Dis Pater, alias Tony Parker. Il mastermind collabora anche frequentemente alle ottime pubblicazioni degli slovacchi Aeon Winds oltre ad aver dato alla luce due split album con i suddetti, datati 2013 e 2020. La produttività dei Midnight Odyssey è cresciuta notevolmente negli ultimi anni: se i primi album erano episodi sporadici (usciti nel 2011 e 2015 rispettivamente), dal 2019 hanno visto la luce ben 6 full-lenght, senza trascurare il fatto che, per la prima volta l'anno scorso, la band si è esibita dal vivo (esordio al Cosmic Void Festival di Londra). Tutto questo non va affatto a detrimento della qualità, come vedremo. "Biolume Part 3 - A Fullmoon Madness", terza parte di una trilogia come si evince, è un'opera monumentale per durata, superando le due ore, fatto non nuovo per Dis Pater visto che il secondo album della band già aveva superato questa ragguardevole soglia e i suoi lavori tendono ad essere lunghi. Questo dato, non un merito in se sia chiaro, lo diventa tuttavia quando la qualità è a questi livelli. Si tratta prevalentemente di composizioni lunghe, fra gli 8 e i 13 minuti, spesso aventi come incipit un'introduzione dark ambient di 1-2 minuti, talvolta piu` prolungate. Queste si trovano a volte anche all'interno dei pezzi, come interludio. L'uso della voce è prevalentemente uno screaming piuttosto tipico per il genere, ma non mancano clean vocals atte a creare atmosfera. Il sound dei Midnight Odyssey è spesso epico e maestoso, attraverso un uso opportuno delle tastiere, si pensi a Limbonic Art o Emperor; "As Darkness Dims The Fire", "The Horned Goddess", "A Fullmoon Madness", "In The Lunar Maelstrom" e "The Last Day" sono esempi in questo senso. Non mancano tuttavia altre inflessioni, con alcuni pezzi di carattere più malinconico ("Witching Eyes" e "As One We Grow, As One We Fall" ) cosi come un certo carattere folk a la Summoning ("The Ghost Of Endymion"). L'album è quindi un prolungato viaggio all'interno del genere, con gli elementi dello stesso gestiti con notevole gusto e maestria, riuscendo a mantenere vivo l'interesse dell'ascoltarore per tutta la durata del lavoro. Intendiamoci, restare per più di due ore in una singola seduta all'ascolto di un album di questo genere non è compito agevole e, personalmente, ho sentito l'esigenza di dedicare più tempo del solito a questa recensione per giungere ad una valutazione che non fosse superficiale. Si tratta senza dubbio di un lavoro di notevole fattura, che riesce a risultare tale anche sulla inusuale distanza delle due ore e che impegna a fondo l'ascoltatore. 

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