GODFLESH: Decay
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24/10/2026E’ luogo comune pensare che i periodi di maggiore fertilità compositiva sono quelli in cui l’artista è: in depressione, fa uso di sostanze psicotrope o ha problemi personali; partendo da questo presupposto possiamo affermare che Justin Broadrick è sulla via della guarigione poiché alcune opere post reunion non hanno quelle peculiarità tipiche dell’industrial metal di 'Streetcleaner' o della contaminazione elettronica di 'Pure'. Nello specifico, in questo lavoro è diminuità la velocità ed aumentata la pneumaticità; specialmente i brani di maggior durata inducono in un trip ipnotico/avvolgente che rasenta il drone poiché il leader si è dedicato maggiormente alle parti psichedeliche/shoegaze/ambient, ottenendo un calo della curva dell’attenzione di chi ascolta poiché indulge troppo nella ripetizione dello stesso pattern. L'opera è un mix di brani riusciti (che coniugano i due dischi citati sopra) ed altri meno (i due di maggior durata), sarebbe stato meglio pubblicare il disco come EP (escludendo le tracce più lunghe), avrebbe avuto una valenza maggiore, ma comprendiamo che questo formato ha un minore appeal commerciale e non sempre trova l’approvazione della casa discografica. A raschiare il fondo del barile non si trova sempre il petrolio ma la ruggine e per fortuna che al leader sono rimasti ampi sprazzi di lucida follia.


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