ARMORED SAINT: Emotion Factory Reset
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16/05/2026In un mondo che tende a digitalizzare ogni aspetto della nostra vita, musica compresa, lo storico gruppo californiano registra un nuovo disco fedele a sé stesso, suonato e cantato con l’anima e la passione che da sempre li contraddistingue. Prendendo a spunto il titolo del nuovo disco del Santo Armato, avremmo tutti bisogno di un ‘reset della fabbrica delle emozioni’, e la musica può rappresentare il veicolo perfetto per emozionarsi e condividere le nostre sensazioni. Per chi ha sempre apprezzato lo stile di Bush e combriccola, ‘Emoton Factory Reset’ recupera l’attitudine dei primi leggendari album, nonché le sonorità ruvide e potentissime catturate tra i solchi di ‘March Of The Saint’, ‘Delirious Nomad’ e ‘Raising Fear’. Anche l’immagine epica e cavalleresca utilizzata per la copertina rimanda a quel periodo storico, fugato anche dall’ascolto del primo singolo "Close To The Bone" che ricalca il suono aggressivo e muscolare del monumentale debutto. Ma è nella sua completezza che ‘Emotion Factory Reset’ sembra aver restituito la voglia di suonare a briglia sciolte, con le chitarre libere di smanettare su ritmi sostenuti, coadiuvate dal martello puntuale di Gonzo e da un raffinato Joey Vera, autore di spettacolari ricami con il suo basso. Non solo potenza, ma un altro contributo della loro gran classe negli arrangiamenti di "Every Man-Any Man" e "Buckeye", che si alternano ad altre tracce più robuste come "Not On Your Life", "Hit A Moonshot" e "Compromise", ispirata dai Thin Lizzy. A sei di distanza da ‘Puching The Sky’ mi sarei aspettato qualcosa in più di un album che, a parte un paio di episodi notevoli, denuncia una scrittura non molto ispirata, rispetto agli standard toccati in gran parte della discografia.


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