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WHITE SKULL: THE RING OF THE ANCIENTS

2817

data

24/11/2006
78


Genere: Heavy
Etichetta: Dragonheart
Anno: 2006

Il ritorno di Tony "Mad" Fontò ed i suoi White Skull è un disco particolare; non tanto da un punto di vista prettamente stilistico, dal momento che si tratta di un buon Heavy "vecchia scuola", quanto piuttosto dalla prospettiva della band. Se infatti gli ultimi tempi erano stati segnati da un andamento claudicante del gruppo, culminato nel discusso "The XIII Skull", la risposta dei "nostri" è stata prendersi un periodo di relax, sciogliendo i vincoli contrattuali con la Frontiers, e dedicarsi ad un po' di sano divertimento, suonando (così ci disse Tony) "a tempo perso", salvo poi registrare il frutto di tanto svago. Il risultato è un disco estremamente diretto, dal sound potente e semplice, che colpisce fin dal primo ascolto. Potendosi concentrare solo su ciò che gli andava di fare, gli White Skull hanno avuto l'occasione di dare alla luce uno di quegli album che generalmente ci si attende solo da una band esordiente, e non certo da chi nel campo del professionismo abbia già avuto il tempo di imparare (pare brutto a dirsi, ma il senso è quello) a "vendersi", a piegarsi ai capricci del mercato. Impossibile sapere sin d'ora se un disco del genere venderà o meno, ma sicuramente brani del calibro di "King With The Silver Hand", o "Head Hunters", o la sferzante "Guardians" non potranno che lasciare soddisfatto l'ascoltatore. La cover dell'anthem "Valhalla" dei Black Sabbath, poi, aggiunge ritmo e maestosità alla versione originale, riuscendo ad entusiasmare nonostante la difficoltà implicita nel confronto con simili mostri sacri. Per gli amanti del Rock più grezzo, un po' alla Motörhead per intenderci, spunta una splendida "After The Battle (...Bottle)", pezzo divertente nella musica come nel testo, mentre per riprendere il sound dei tempi d'oro di Tony e soci c'è "Marching To Alesia", che riporta alla mente gli White Skull di "Public Glory, Secret Agony". Un'ottima prestazione, sia come composizione che come esecuzione; pezzi divertenti, tematiche quanto meno interessanti... un signor disco, congratulazioni alla famiglia Fontò!

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