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THE FORESHADOWING: DAYS OF NOTHING

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28/10/2007
84


Genere: Gothic/Doom
Etichetta: Candlelight
Anno: 2007

Inanzitutto mi sento di fare una premessa in una sola parola: complimenti! Sì, perché i The Foreshadowing hanno stupito con il loro primo full lenght, 'Days Of Nothing', e senza presentare prima un demo o un EP. Ma la qualità del loro lavoro è dovuta soprattutto al fatto che i sei componenti della band sono tutti membri ed ex membri di gruppi del calibro di Klimt 1918, Spiritual Front e Grimness, ragazzi che hanno già avuto modo di suonare insieme e tra i quali c’è già comunque un certo feeling, ad eccezione del cantante che invece proviene dagli How Like A Winter. I The Foreshadowing nascono nel 1997 da un’idea di Alessandro Pace (noto come Alex Vega con i Dope Stars Inc., ex Klimt 1918 e Spiritual Front), al quale si uniscono poi Andrea Chiodetti (chitarrista dei Grimness ed ex Spiritual Front) e Francesco Sosto (ex Spiritual Fronte sessionman dei Klimt 1918), e fino al 2006 rimane una band allo stato embrionale, almeno fino a quando si aggiungono Johan Padella (Grimness), Davide Pesola (Klimt 1918) e Marco Benevento (How Like A Winter). La macchina si mette dunque in moto e arriva così 'Days Of Nothing', un album doom/gothic di gran classe dove l’esperienza e il fatto di aver già suonato insieme, come detto in precedenza, hanno un peso non indifferente. Ascoltando le dieci tracce che lo compongono, si intuisce quali sono i gruppi a cui i nostri si sono ispirati – Novembre e Paradise Lost in primis – traendo un sound non proprio innovativo ma di grande effetto e che raggiunge il suo culmine in pezzi come l’opener "Cold Waste", "Death Is Our Freedom" dal titolo emblematico, la trascinante "Departure", l’ottima "Eschaton" e la titletrack "Days Of Nothing"- anche se tutte le canzoni sono buone. Il mondo dark e pessimista rappresentato dall’album è simboleggiato dalle coinvolgenti melodie ben composte dal tastierista Francesco e dagli arpeggi di chitarra, di un “sapore” gotico che raggiunge grande intensità grazie a Marco, interprete dalla voce affascinante e cupa ed elemento fondamentale della musica dei The Foreshadowing.comletano il lavoro i potenti riff di chitarra, che rappresentano la parte di “rabbia” o ,per meglio dire, la dimensione apocalittica del disco: d’altronde già il titolo 'Days Of Nothing' esprime la sensazione di vuoto e la condizione esistenziale dell’uomo. Un grande album, che tutti gli appassionati di gothic/dark/doom metal dovrebbero possedere nella loro collezione.

_ PER I FANS DI Paradise Lost - Novembre - My Dying Bride_

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