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SLAGMAUR: Hulders Ritual

data

06/06/2026
74


Genere: Black Metal
Etichetta: Prophecy Productions
Distro:
Anno: 2026

I Slagmaur sono una creatura bizzarra, identificati per il loro stile fuori dal comune, per comodità inseriti sotto la multicomprensiva etichetta "avantgarde black metal" e autori di pubblicazioni con una cadenza più che irregolare: dopo i primi due album datati 2007 e 2009 ne sono usciti solo altri due. Questo più recente 'Hulders Ritual' pare aver avuto una gestazione piuttosto lunga, visto che il primo singolo tratto dallo stesso è di sette anni fa. Da notare, in questo caso, la collaborazione con Snorre Ruch, mastermind dei da molti sottovalutati Thorns (non dai norvegesi della scena, che descrivono spesso l'ex Mayhem come uno degli autentici ideatori del sound black metal del loro paese). Forse proprio nella sua presenza in qualità di produttore va ricercata la parziale virata stilistica della band. Il sound si presenta subito primitivo, nel modo in cui questo aggettivo viene spesso declinato nel genere: volutamente ed esibitamente lo-fi; tremolo picking quasi costante, enormi dosi di riverbero, brani che si concludono all'improvviso dando quella sensazione amatoriale che tanto fa primi Burzum e Darkthrone. Il risultato è però più vario, ci sono passaggi anche a ritmi piuttosto sostenuti e pare di riascoltare per l'ennesima volta l'inizio di "De Mysteriis Dom Sathanas". "Hexen Herjer" in chiusura e "Warlok" ci ricordano che sono gli Slagmaur che stiamo ascoltando, che ci presentano qualcosa di meno formulaico, tra vocals femminili e keyboards, ma nella conclusiva "Rathkings" il leitmotiv dell'album torna prevalente. Un album che suona apologetico senza essere vecchio o superato, il che è già un merito non da poco. Non cambierà le sorti del genere, ma senza dubbio un prodotto valido nel suo genere.

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