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CRADLE OF FILTH: VEMPIRE OR DARK FAERYTALES IN PHALLUSTEIN

data

15/03/2003
90


Genere: Symphonic Black Metal
Etichetta: Cacophonous Records
Anno: 1996

Dopo il grande successo riscosso da "The Principle Of Evil Made Flesh", per i Cradle Of Filth (al ritorno da un trionfale tour europeo) cominciano i guai; prima di tutto vengono a galla insanabili contrasti all'interno del gruppo, sia sull'egocentrismo e sulla tendenza accentratrice di Dani, sia sulla direzione musicale da seguire, dato che alcuni dei membri volevano portare i Cradle Of Filth in una dimensione meno estrema e più dark-gothic. Il risultato è che Paul Allender e Paul Ryan (chitarre) insieme a Benjamin Ryan (tastiere) abbandonano il gruppo (formeranno i sottovalutati The Blood Divine) dando vita alla girandola di cambi di formazione che d'ora in poi segnerà la vita del combo inglese.

Come se non bastasse scoppia la guerra legale con la Cacophonous Records: da una parte i Cradle Of Filth ormai forti del loro successo, che vogliono ridiscutere un contratto capestro e comunque involarsi verso una label con maggiori mezzi economici e promozionali, dall'altra la label inglese decisa a non mollare una gallina dalle uova d'ora come i Cradle.

A farne le spese è il già composto e registrato (con la prima line up) "Dusk And Her Embrace", la cui uscita, bloccata da tali dispute, avverà solo a fine 1996, quasi tre anni dopo l'uscita del debutto.

Nel frattempo la guerra tra Cradle Of Filth e Cacophonous Records giunge a termine con un compromesso: l'etichetta lascia libera la band, la quale s'impegna a registrare, però, un nuovo cd onorando il vecchio contratto. Si arriva, così, al maggio 1996 quando i Cradle Of Filth pubblicano "Vempire", il quale a fronte dell'enorme attesa per una nuova opera della band, vede esaurita la prima tiratura nello spazio di venti giorni, cogliendo alla sprovvista l'impreparata Cacophonous, che non avendo programmato una ristampa in così breve tempo, farà passare un mese prima di provvedervi.

"Vempire Or Dark Faerytales In Phallustein" viene presentato come un ep e da molti previsto come un cd fatto in fretta e furia per fuggire dalle grinfie della Cacophonous; in realtà "Vempire" è tutto il contrario, la sua durata è vicina a quella di un cd vero e proprio (quaranta minuti), l'artwork curatissimo ed intrigante, la registrazione e la produzione ottime, ma soprattutto la musica riprende e migliora lo stile del debutto aggiungendo un "quid" cinematografico. La line up che registra questa opera ( che vede l'inizio della collaborazione con la corista Sarah Jezebel Deva) viene integrata dal nuovo tastierista Damien Gregori, mentre alle chitarre subentrano Stuart Anstis e Jared Demeter (il quale in prestito dai Monstrosity si presenta solo come session guitarist); fin dall'artwork si capisce che la band ha fatto le cose in grande: un erotismo misterioso e raffinato, pervade il booklet ricollegandosi al tema del vamiprismo, che nei brani diventa il tema centrale dei testi, lasciando le briciole alla componente occulta e satanica.

Dal punto di vista musicale c'è l'imbarazzo della scelta: la track list si apre con "Ebony Dressed For Sunset"; quella che dovrebbe essere una semplice introduzione è in realtà un brano destinato a diventare un super classico (e presenza fissa nei concerti) del gruppo, in due minuti e rotti vengono evocate tutte le potenzialità della band: blast beats su riff armonicamente sublimi, maestose aperture tastieristiche, recitati maschili/femminili da brivido e rallentamenti da salto nel vuoto. Il brano sfuma poi nel rifacimento di "The Forest Whispers My Name" (dal debutto dei Cradle) resa ancora più veloce, intrigante e maestosa dell'originale.

Segue poi un altro apice del cd, l'incredibile "Queen Of The Winter Throned"; dieci minuti (aperti da un oscuro recitato che sfocia nella reprise di "A Dreams Of Wolves In The Snow") dove succede di tutto tra tastiere eteree, riff intricatissimi, inquietanti clavicembali ed in cui Dani si supera (vocalmente e liricamente) affiancato nel ritornello dal canto di una suadente voce femminile, senza contare il finale da delirio cosmico dove voci femminili intonano eterei cori alla Dead Can Dance, seguite dalla furia cieca del gruppo. "Nocturnal Supremacy" è un pezzo da novanta, in un clima da horror movie, i Cradle si traformano in una versione estremizzata dei maligni Mercyful Fate, dando vita ad una versione del brano che appare nettamente migliore di quella che verrà inserita su "Dusk And Her Embrace". Dopo una misteriosa e affascinante ouverture per piano e orchestra ( She Mourns A Lengthning Shadow") il cd si chiude con "The Rape And Ruin Of Angels" altra piece de resistance giocata su mille cambi di tempo, registro ed atmosfera (guidati da un Nik Baker in versiona piovra) e che dimostrano l'abilità del tastierista Damien Gregori.

In pratica quello che doveva essere un antipasto del successore di "The Principle Of Evil Made Flesh", diventa una pietra miliare nella discografia dei Cradle Of Filth, ed un acquisto obbligato per qualunque fan della band, niente male per un ep registrato per soli obblighi contrattuali.

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