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RAISING FEAR: ANTEPRIMA

Eccoci qui. Si salta in macchina, si vola a raccattare l'ormai classico "compagno di merende" Coldnightwind, e via, rotta per Vicenza. Destinazione: lo studio di un certo Tony "Mad" degli White Skull, per assistere alla presentazione del nuovo disco dei Raising Fear, "Avalon". Come sempre, la strada di un redattore è irta di ostacoli: le indicazioni forniteci ci fanno passare oltre il posto, ragion per cui trovare lo studio si rivela arduo. In effetti, tra cercare un posto sulla destra e cercarlo sulla sinistra (come ti era stato detto) passa una certa differenza, soprattutto quando stai sfrecciando su una strada extraurbana nel tentativo di non fare tardi. Stranamente, riusciamo a non fare tardi. Saltiamo i preamboli, saluti, controsaluti, assistenza al povero Cold fresco di azzoppatura, ed arriviamo al punto: Dopo l'ottimo "Mythos", stiamo per scoprire cosa sono stati in grado di partorire i Raising Fear, con la complicità di una casa come la Dragonheart. Il risultato è un concept, "Avalon" per l'appunto, del quale sono state scelte tre tracce come "assaggio" ufficiale: "At The Gates Of Avalon", "Purification", e "Beyond Life". Il risultato, a livello almeno di primo impatto, è ottimo: pezzi convincenti, con una carica che nulla ha da invidiare a quella del primo disco della band. Un po' evidenti le fonti di ispirazione, ma come ho avuto modo di ricordare più volte, il plagio è una cosa, l'ispirazione tutt'altra. Ispirazione che, su questi pezzi, porta impressa a fuoco la scritta "Grave Digger" (e già solo per questo il sottoscritto va in brodo di giuggiole), in particolare sulla terza traccia, "Beyond Life": le Cronache ci raccontano di come un capellone che si spacciava per il cantante della band abbia confessato "ho lasciato tutti di sasso, stavamo registrando il pezzo ed ho iniziato ad inserirci "Murder, murder!"". Solo leggenda? O forse un pizzico di realtà vi si cela? Per ora basti sapere che il pezzo in questione è una vera bomba, potente e squadrato alla perfezione. Altre influenze spuntano qua e là: i ragazzi sono ben istruiti sulla storia dell'Heavy Metal, questo è evidente. Per la cronaca, no, i "nostri" non hanno scritto un concept sulla saga di Artù di Camelot. Il disco, in realtà alquanto complesso, narrerà le gesta di un eletto, il quale avrà il suo bell'incontro con la Avalon di arturiana memoria, ma come parte di un percorso spirituale che sarà raccontato in maniera non lineare, con flashback e salti. Un discreto casino, insomma. Per dirla molto semplice, il concetto è: è in arrivo un disco spettacolare. Muovetevi, questo è da comprare assolutamente.

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