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THE DAMNED: Darkadelic

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14/04/2023
78


Genere: Punk Rock, Gothic, New Wave
Etichetta: earMusic
Distro:
Anno: 2023

Sono passati 46 anni. Dannatamente liberi. Liberi di riapprodare sulla scena musicale con qualcosa di nuovo, e soprattutto di sconvolgere la scaletta di una data live (Milano, 11 marzo 2023), venduta per rendere pieno omaggio all’intero quarto album (suonati solo tre pezzi in realtà!) The Damned danno l’impressione di divertirsi parecchio. Siamo al dodicesimo album in studio; ogni progetto precedente è un disco a sé stante. Molto R&R questo ‘Darkadelic’, energico e solare, velatamente gotico, un tessuto musicale più filtrante, meno oscurante. Evoluzione del suono (già nell’ultimo ‘Evil Spirits’ 2018), mood arricchito da soli di chitarre, qualche effetto di psichedelia, tracce riverberanti luce con apostrofi dark per ricordare cosa hanno costruito; definiti come i creatori del goth rock e padrini del punk inglese. Attacco da ritornello in “The Invisible Man” su scoppiettanti pulsazioni da tastiera di Monty Oxy Morin (per il mio gusto, un po’ troppo in sordina, e un po’ troppo ‘Runnin Man’), ma loro sono gli “outsiders” (mai tra i favoriti, ma si distinguono!). Possono destrutturare le canzoni, e creare una traccia punk-rock di 17 minuti. La ricordate “Curtain Call” (1980, ‘The Black Album’)? E proporti un intro lento e oscuro in “Bad Weather Girl” (tuoni, campane, un eco horror di la, la), per catapultarti in un rivitalizzante garage inglese, sbarazzino nei cori, impreziosito da un magnifico solo di chitarra (Captain Sensible), pulito, blues, Tex-Mex, una ventata di aria calda, su una linea di basso (Paul Gray) con una partitura da temporale. Una sorta di Barbiere di Siviglia garage/new wave, su reminescenze da “Sanctum Sanctorum” (1985, ‘Phantasmagoria’), ma con molta più leggerezza! Altro che oscuri, sono tornati armoniosi, con melodie appaganti come “You’re Gonna Realise” su colpi di batteria trita-tutto chiuditraccia. Dinamismo dalle sole corde chitarre/basso (“Before Of The Clown”) è ciò che caratterizza tutto l’album. “Wake The Dead” sembra un paso doble dall’aria The Cult, rigore, ritmica incalzante, voce baritona, aria da corrida; impossibile non tenere il tempo: emerge la forza ed il carattere dei dannati. La percussiva “Follow Me” è un chiaro R&R che esalta le doti canore di Dave Vanian (in veste Elvis Presley), per poi rivestirsi di panni completamente nuovi (ritornello da Pearl Jam periodo ‘Backspacer’). Bellissimo il cantato a scatti! Benvenuto William Granville Taylor (drummer). Nessun cedimento per la selvaggia “Motorcycle Man” (evocativa del sound americano, spirito presente nei loro primi album), o per la velocissima “Girl I’ll Stop At Nothing”. Eliminerei due/tre tracce che non aggiungono nulla al bel prodotto, e lascerei respirare la traccia conclusiva “Roderick”: distintiva, barocca e dannata, e lui Dave Vanian, vintage alla Scott Walker, il nostro Bem dei cartoni animati: giacca nera, capello nero, essere razionale (sconfigge il male a suon di R&R), combatte con un bastone, passa attraverso i muri ed ha il potere di rendersi invisibile. ‘Darkadelic’ potrebbe stuzzicare le orecchie di chi ha apprezzato ‘I’m Alright Jack & The Beanstalk’ (1996) o ‘Grave Disorder’ (2001), dove primeggiava la componente rock sul resto delle loro sfaccettature. Assurdo è che il disco del ‘96 da me citato sia proprio il disco dei disguidi interni alla band, in cui era presente solo Dave Vanian.

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