SIX FEET UNDER: Next To Die
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08/05/2026Con questo ‘Next To Die’ i Six Feet Under toccano quota 15 album in poco più di trent’anni di carriera. La band non ha certo bisogno di presentazioni perché è una specie di supergruppo in cui sono entrati parecchi colossi della scena death metal statunitense: dal cantante Chris Barnes (Cannibal Corpse) al bassista Terry Butler (Death), fino al chitarrista Allen West (Obituary). Insomma, tra i nomi più grossi del metal estremo statunitense. Sostanzialmente, il disco presenta una sua coerenza e linearità nei pezzi che non sono tutti assalti frontali basati sulla mera velocità. Le ritmiche, sempre taglienti, in un tappeto sonoro tutto sommato compatto, presentano qualche fuga in avanti e qualche accelerata improvvisa, i consueti stop-and-go tipici del genere. La produzione è eccellente, ma l'album nel suo complesso non pare miracoloso dato che sembra quel classico compito in classe dell’alunno bravissimo, che però emoziona meno che in passato. In alcuni brani (l’iniziale "Approach Your Grave", "Mister Blood And Guts"), la band ricorda quello che fecero i Carcass nel 1993 con il mitico ‘Necroticism’, indulgendo in qualcosa che si può avvicinare al melodic death metal, mentre in "Grasped From Beyond" i Six Feet Under presentano un brano articolato su ritmiche non velocissime, ma non per questo meno brutale, vicino ai Death di medio periodo. Menzione particolare per "Wrath And Terror Takes Command", pezzo assai complesso con una ritmica piuttosto atipica e irregolare. Brani che rappresentano il top dell’album, mentre il resto suona un po' troppo autocelebrativo.


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