MYRATH : Wilderness Of Mirrors
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21/03/2026Torniamo a parlare dei tunisini Myrath, progetto che dal 2006 si è distinto per un progressive metal che pescava a piene mani da strumenti ed atmosfere del paese di origine. L’evoluzione della band è poi passata attraverso la presenza Kevin Codfert che ha sostituito Elyes Bouchoucha, portando le proprie idee e tralasciando quello stile che Bouchoucha contribuiva attivamente a dare al progetto. Il sound si è allora spostato a lidi più rock, sempre meno metal, con un’attenzione alle orchestrazioni e a più generalizzate ambientazioni arabeggianti. Quel marchio di fabbrica che allora aveva entusiasmato molti ascoltatori si è perso tra le sabbie dei deserti africani a favore di armonie più omogenee e pop, certamente a favore di influenze più “europee”. Il risultato è un lavoro ben suonato, che però nulla aggiunge alla scena in generale, mantenendo sporadici miraggi dei Myrath che furono, senza incidere davvero e senza regalare quel tepore e passione che pulsavano all’interno del progressive degli artisti. Resta la gradevolezza di un full-lenght ben interpretato, dai crismi formali intatti e ben delineati, ma che non ci scalda il cuore come fatto fino a 'Shehili'. Auspichiamo che lo spirito dei Myrath torni, restando un po’ di rimpianto per un passato che ci aveva innegabilmente entusiasmato.


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