ERIC STECKEL: Sandstorm
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25/09/2026Con lui il blues può diventare raggiante! Un gran sorriso, attitudine da palco, t-shirt neutra e chitarra Knaggs Signature. Esordio a dodici anni con album di cover blues (2002). L’anno successivo John Mayall lo vuole sul palco per accompagnare The Bluesbreakers. Eric Steckel è stato anche molto apprezzato quest’anno (36 anni) nell’esibizione al Pistoia Blues. Finalmente cattura l’attenzione di un’etichetta discografica (si è autoprodotto undici dischi). Definisce il suo ultimo album il frutto di una notte trascorsa nel deserto. Con lui un batterista italiano, Elia Micheletto; Steckel ha suonato tutto il resto. E’ un disco ricco di omaggi ai suoi ispiratori, sapientemente mescolati nella varietà dei generi di suo gusto. Con ‘Sandstorm’ riesce a spostare l’attenzione dalla sola chitarra alla musica nel suo ensemble! Dal blues tradizionale al blues hard and heavy, con sentori jazz. Da Stevie Ray Vaughan, B.B. King ad Eddie Van Halen, Satriani e Richie Kotzen. Ed è proprio quando si svincola dalle consuetudini che inizia ad emanciparsi. Pinch harmonics a generare armonici artificiali, dal suono acuto e dalla resa metallica; licks incalzanti, sequenze brevi di note dall’effetto accattivante; blues moderno, energico, esuberante, disinibito ed impattante, predisposto per l’alto voltaggio. Mulinelli chitarristici in “The Other Guy” e in “Axe To Grind”. L’essenza del disco è racchiusa nel trio ‘‘What I Wanna Believe”, “Sandstorm” ed “Empty Promises”: libertà creativa. A metà traccia “Sandstorm” racchiude una vera e propria tempesta sabbiosa. "Back To Life" (al piano) mette in mostra la sua musicalità: è l’immagine di una baby bicicletta senza rotelle al suo primo tratto, spedita, trapelante di emozioni!


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