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LUPPOLO IN ROCK

La quinta edizione del Luppolo in Rock è andata in scena nel weekend tra il 21 e il 23 luglio all'interno della cornice del Parco delle Colonie Padane di Cremona. La proposta musicale di quest'anno è stata notevole visto che si tratta di un evento ancora "giovane": la metal queen Doro, headliner anche al prossimo festival tedesco Wacken Open Air, i sempreverdi Saxon e gli inglesi Carcass. Il festival cremonese sta prendendo sempre più consensi nel panorama metal del Nord Italia, e tra i fan l'interesse è sempre maggiore. Oltre gli headliner sopra citati si sono aggiunti quest'anno nomi di tutto rispetto come Soulfly, Ancillotti, Possessed, H.E.A.T. e Raven che hanno completato il bill di un' edizione sicuramente ben riuscita.

Venerdì 21 luglio - CRASHDIET-DOBERMANN-ECLIPSE-H.E.A.T.- DORO
 
Il primo giorno del festival inizia con un comunicato: I Crashdiet hanno perso l'aereo e non saranno sul palco a performare, rimandando così di un'ora tutta l'inizio delle danze. La partenza posticipata è dunque affidata ai Dobermann, il trio piemontese si prodiga con una scaletta energica per scaldare i primi spettatori già radunati sotto il palco. Il loro hard/glam rock è coinvolgente e di qualità, la voce di Del Bello è graffiante al punto giusto, mentre Ricciardi e Burzotta (chitarra e batteria) danno il giusto tiro alle canzoni rendendo impossibile ascoltare la loro performance senza saltare o tenere il tempo con la testa. L'attitudine portata sul palco dai Dobermann è tipica di chi ha fatto la gavetta per tanti anni, non si sono tirati indietro di un centimetro e hanno dato il 100%, mostrando al pubblico un carattere forte e determinato. Questo primo assaggio fa ben sperare per il preseguo della serata e l' hype è sempre più alto man mano che cala il sole.
 
La festa prosegue con gli svedesi Eclipse, il pubblico già numeroso radunatosi nei pressi della transenna è un indicatore di quanto la band sia apprezzata in Italia. Il live parte a gran velocità sulle note di "Roses On Your Grave", mentre l'inno al fine settimana "Saturday Night" è cantato da tutti i presenti. Il frontman Erick Martensson cerca di mantenere sempre un dialogo con il pubblico mostrando carisma e affetto per la sua platea. La scaletta ci regala poi due 'must' senza tempo: "Runaways" e "The Storm" scaldano ulteriormente il pomeriggio aumentando i giri della performance, il lento "Hurt" ci fa riprendere fiato un instante per poter cantare a squarciagola "Viva la Victoria" in chiusura di set.
 
Lo show in 'prima serata' è ad appannaggio degli scandinavi H.E.A.T, e alle 21.30 circa si presentano sul palco. I cambi di formazione nel corso degli anni non sembrano avere intaccato le prestazioni dal vivo, dove il cantante Kenny sembra aver intenzione di non risparmiarsi. "Back To The Rhythm" e "Dangerous Ground " aprono le danze a una velocità supersonica, la band spara energia a 360 gradi e il pubblico risponde prontamente. Dal vivo gli H.E.A.T sono inesauribili, e la scaletta è una dimostrazione di forza: "Hollywood", "Beg Beg Beg" e "1000 miles" ci catapultano fino a "Living On The Run" e "Nationwide" a chiudere. Il quintetto svedese ci ha accompagnato fino all' ultimo show con la stessa grinta di chi ha il palco solo per sé, dando ancora una volta prova, da ormai 15 anni a questa parte, delle loro qualità artistiche.
 
L' ultimo show in programma prevede un' icona del panorama Heavy, la metal queen tedesca Doro. La regina teutonica calca i palchi di tutto il mondo da ormai 40 anni, richiamando sempre un discreto numero di fedeli al suo cospetto. In passato la sua militanza nei Warlock ha puntato su di lei i riflettori dei grandi eventi, ma è stato il suo longevo periodo da solista a portarle la vera e propria fama di cui è tuttora attorniata. "I Rule The Ruins" fa da apripista e "Earthshaker Rock" è un vero e proprio scossone e i primi pogatori iniziano a lasciarsi andare. La cover "Breaking The Law" è azzeccata e il pubblico gradisce la hit 'Halfordiana' in chiave femminile, "Für Immer" è una metal ballad di una dolcezza unica, ma anche l'ultimo dei brani più "contenuti" all' interno della setlist. Da "Raise Your Fist in The Air" in poi è appunto un crescendo unico, alternato da brani storici dei Warlock a pezzi pescati dalla carriera dei Doro. I musicisti di spalla si sono dimostrati all'altezza, garantendo un tappeto sonoro validissimo e picchi energici culminati da un 'drum solo' eseguito da un instancabile Johnny Dee. L' eroina del metal, all'alba dei suoi 60 anni, ha preso parte a uno spettacolo ben eseguito e dato prova che l' età è solo un numero: la sua energia ha "battezzato" la quinta edizione del Luppolo in Rock come il migliore degli auspici.
 
SETLIST Doro:
I rule the ruins
Earthshaker Rock
Time fot Justice
Burning the witches
Fight for Rock
Rock till death
Blood, Sweat & Rock and Roll
Breaking the law
Für Immer
Metal racer
Raise your fist 
Hellbound
Revenge
All for metal
All we are
Burn it up
 
Sabato 22 luglio - SCALA MERCALLI-ANCILLOTTI-TRASHOLD-RAVEN-SAXON
 
Il secondo giorno del festival è caratterizzato da calura estiva, sole e heavy metal. L'area antistante alla zona concerti permette ai fan di mitigare le fatiche estive con birre e ombra a volontà, ma per qualcuno il divertimento inizia molto presto. Già nel primo pomeriggio infatti, sono presenti in transenna gruppi sparuti di metalheads con magliette e smanicati marchiati Saxon. Prima di arrivare alla band nativa di Barnsley, l'organizzazione ci propone un piacevole viaggio che inizia con Scala Mercalli. La band marchigiana, nel bollore pomeridiano, non si tira indietro e imbastisce un' apertura di tutto rispetto: Bartolacci alla voce raggiunge ottave invidiabili, mentre chitarre e sezione ritmica ci trascinano di forza in un mondo power/heavy con tematiche e sfumature belliche. La durata dello show è tutto sommato breve, ma mette in mostra un' attitudine nel coinvolgere il pubblico davvero gradevole.
 
Mentre il sole inizia a calare lento, è tempo degli Ancillotti: riff old school e chitarre graffianti ci spingono verso un sound heavy eseguito alla vecchia maniera."Bud", cantante e volto noto nel panorama italiano, mostra un' attitudine sul palco propria di chi è nel giro da una vita. La voce dei toscani Strana Officina è accompagnato sul palco dal figlio Brian alla batteria, "Bid" e "Ciano" rispettivamente basso e batteria, e in un batter d'occhio il quartetto si prodiga subito per i fedelissimi accorsi. La prima decade di attività della band viene accolta con entusiasmo mentre passiamo tra brani scoppiettanti come "Legacy of rock", "Broken Arrow", "We Are Coming" e in chiusura "Warrior", dedicata a tutto lo staff del Luppolo che si è prodigato in queste sere. Il loro heavy metal ci accompagna per tutto il set, rendendo onore a una band che ricopre un ruolo fondamentale nel presente e passato del panorama italiano.
 
Poco prima delle 19.30 si palesano sul palco I Threshold, i britannici esportano del prog rock applicato a basi dure e ruvide passando per Hard rock e del metallo ben amalgamato. Se a un primo colpo d' occhio possono sembrare un gruppo distante dai generi delle altre band presenti in serata, il filo comune lo trovano sfoderando una scaletta ben eseguita, al pari degli altri artisti. Il nutrito manipolo di fan addobbati con magliette della band viene stregato da un' esibizione ricca di personalità e tecnica di esecuzione propedeutica per un'eccellente riuscita dei brani: sovente succede che in un genere prog, i tecnicismi prendano troppo il sopravvento, andando così a deturpare e snaturare brani e performance, ma per fortuna non è il caso dei Threshold. Glynn Morgan e soci, in veste di ultima band di apertura, danno una bella ossigenata alla serata, risultando in grado di far valere la loro esperienza "since" 1988. Durante la loro performance ha fatto la sua comparsa tra il pubblico il leader dei Possessed Jeff Becerra, disponibilissimo con i fan e sempre sorridente.
 
Alle 20.50 arriva il momento di una band iconica nel panorama NWOBHM: i Raven. I giocosi e giocondi fratelli Gallagher sono più di 40 anni che scorrazzano a piede libero tra i palchi di mezzo emisfero, la loro attitudine festosa ha permesso loro di entrare nelle grazie di numerosissimi fan. Nativi di Newcastle e in attività dal 1978 sono sempre stati fedeli alle loro proposte musicali, senza mai avere la necessità di svendersi con qualche bravata commerciale. Per tutta la durata della loro fiorente attività musicale hanno avuto modo di presentarsi in Italia una miriade di volte, passando da numerevoli palchi dei vari Gods of Metal, fino a realtà molto più piccole. I metallari più navigati non faticano difatti a ricordare la loro presenza in numerevoli palchi minori sparsi per tutto lo stivale. Una prestazione potente sulle onde di un duro e velocissimo Heavy metal ha avvolto il festival lasciando un pogo e un' atmosfera ideali per l' avvento dei Saxon.
 
Poco più in là delle 22.30 è il turno di una band che negli anni ha sempre riscosso molti consensi in Italia. La coreografia minimalista è propria di un gruppo capace di far fronte a un successo ottenuto a partire dai primi anni 80, protrattosi poi per le successive e abbondanti 4 decadi seppur con qualche intoppo lungo il percorso. Non è un caso infatti sentir vociferare tra il pubblico di come la band anglofona abbia riscosso, in proporzione, più affetto lungo tutto lo stivale che in qualsiasi altro paese. I Saxon aprono le danze con "Carpe Diem" e " Motorcycle Man", passano poi in rassegna una scaletta che comprende diversi classici presi dall' album 'Carpe Diem', quest'ultimo "fresco" dei 40 anni tondi dall'uscita. La voce di Biffy Byford è limpida e cristallina come appena uscita da una sala di registrazione e la band è un carrarmato che procede senza intoppi per tutta la serata. Neppure l'assenza del chitarrista e fondatore Paul Quinn ha permesso ai Saxon di trovarsi in difficoltà, rimpiazzandolo con il mastermind dei Diamond Head Brian Tatler, il quale da vero professionista si è messo al completo servizio della band. Le pelli delle percussioni sono affidate come al solito al metronomo vivente Nigel Glocker fresco delle 70 primavere. Il pubblico è subito aizzato e non tardano i primi crowd surfer ad apparire sopra le teste dei presenti. Il concerto scorre in scioltezza tra cavalli di battaglia quali "Crusader", "Heavy Metal Thunder" e "Power And Glory". Il riff e gli assoli di "And The Bands Played On" hanno suonato per diversi giorni nella mia testa e, mentre sotto il palco il pogo diventa sempre più fitto, dalle retrovie continuano a sorvolare sulla folla decine di metallari alzati da un manipolo di ragazzi che farebbero invidia a una qualsiasi di rugby. Biffy, da bravo frontman, non si scandalizza se qualche fan lancia dalle prime file souvenir marchiati Saxon, anzi si prende del tempo per autografare tra una canzone e l'altra per poi proseguire con lo show. Gli encore "747 Stranger in The Night" e "Denim And Leather" ci portano verso la fine di una serata memorabile, conclusa con la celebre "Princess Of The Night". Poghi scatenati e surfer al limite del buon senso hanno raccolto tutto quello che i Saxon avevano da dare. Una giornata splendida, chiusa in bellezza da una band storica ha fatto venire voglia ai presenti di non mancare all' appuntamento del 2024 dove Biffy e soci apriranno ai Judas Priest al Forum di Assago.
 
SETLIST Saxon:
Carpe Diem
Mororcycle Man
Age of system
Power and the glory
Dambusters
Dallas 1 pm
Heavy metal thunder
Metalhead
Sacrifice
Crusader
Strong arm of the law
Solid ball of rock
And the bands played on
Wheels of steel
The pilgriminage
747 (strangers in the night)
Denim and leather
Princess of the night
 
Domenica 23 Luglio - SLUGGORE-CRIPPLE BASTARDS- POSSESSED-SOULFLY-CARCASS
 
L'ultimo giorno della tripletta in terra cremonese è sicuramente stato caratterizzato da calura e musica decisamente più estrema rispetto ai primi due giorni. Noti specialmente ai giovanissimi, Poldo e Danny Metal (voce e batteria) portano i loro Sluggore sul palco del Luppolo in Rock; I due youtuber, oltre a divulgare contenuti di pertinenza musicale sui loro rispettivi canali, girano l'Italia con una band di tutto rispetto: in barba ai soliti commenti sgraziati di metallari molto più "navigati" e "conservatori" gli Sluggore inanellano prestazioni in chiave grind/death che impattano sul pubblico come mazzate. Non è un caso che un nutrito numero di giovani fedelissimi scateni poghi incandescenti a orari improponibili (17.15 il via al concerto con un sole che spacca le pietre) lasciando a bocca aperta buona parte della brontolona vecchia guardia. Polemiche a parte, il quartetto di Ravenna regala una mezz'ora energica con un' attitude da palcoscenico degna di colleghi molto più esperti.
 
Il caldo non sembra volerci risparmiare quando arriva il turno dei Cripple Bastards. Grindcore senza compromessi (e senza pause tra una canzone e l'altra!) viene servito a un pubblico carichissimo: la fama pluridecennale garantisce al quartetto made in Asti un buon seguito anche su palchi al di fuori dell'Italia, ma è proprio tra i confini dello stivale che l'afflusso di gente ai loro show è sempre ben nutrito. I testi di denuncia sociale/politica sono ben supportati da sezioni strumentali precise e mai sbavate, dove la voce di Giulio "the bastard" si incastra perfettamente. Le aspettative non sono state deluse in quel di Cremona grazie a un' apparizione di quasi 50 minuti molto intensa. L'unica pausa di qualche minuto è dovuta a un cambio rullante in corso d'opera, mentre un sincero "Grazie di essere venuti" ci prepara alla prossima band.
 
È il turno dei Possessed, iconica band nell'universo death metal capitanata dall' invincibile Jeff Becerra. Il frontman, costretto in carrozzina dopo un sinistro in cui rimase coinvolto a 21 anni, si presenta sul palco con una benda nera a coprire un occhio sofferente per complicazioni mediche da cui è sempre stato perseguitato. L'infausto passato del cantante non impedisce però alla band di girare il mondo con la nomea di chi ha scritto pagine fondamentali del Death/Trash californiano. Seppur con un curriculum di tutto rispetto la prestazione offerta al Luppolo è abbastanza sotto tono: vuoi per il caldo asfissiante, vuoi per un sound wall che non risalta la voce di Becerra il risultato è leggermente deludente, soprattutto per chi ha avuto modo di sentire i Possessed in altre occasioni. Il repertorio è comunque ricco di brani storici come "Death Metal" e "The Exorcist" passando per album più recenti come "Revelations of Oblivion", mentre il pubblico sembra gradire la band californiana senza badare troppo alle sbavature. Un' ora di crudo Death metal è sufficiente per garantire una degna apertura alle band successive.
 
Per le 21.00 è il turno dei Soulfly: la band plasmata da Max Cavalera si trova di fronte a un pubblico numeroso non più preoccupato per il sole e le temperature ormai scese, mentre l'apparente ottimale stato di forma del cantante e chitarrista ex Sepultura fa tirare un sollievo a tutti i presenti: purtroppo il maggiore dei due fratelli Cavalera ha spesso abituato i suoi fan a prestazioni decisamente sotto tono, in alcuni casi compromettendo intere esibizioni. La buona aria che si respira al festival cremonese rinvigorisce il frontman, il quale sale sul palco sfoggiando la maglietta della squadra di calcio locale e dà il via a un' ottima prova musicale. I Soulfly spaziano tra la loro discografia senza badare troppo all' ultimo lavoro in studio 'Totem'. Canzoni come "Frontline", "Prophecy" e "Eye for an Eye" vengono scaraventate sui presenti ormai ipnotizzati da un Max Cavalera che non smette di interagire col pubblico. L' immancabile cover dei Sepultura "Refuse/Resist" accentua un pogo presente già dalla prima canzone della scaletta, mentre l'iconica "Jumpdafuckup" chiude un concerto sorprendente.
 
Come ciliegina sulla torta il festival chiude con gli inossidabili Carcass. La band nativa di Liverpool, acclamata e rispettata in tutto il panorama grindcore, si è letteralmente goduta la marea di gente accorsa per le due date Italiane, rispettivamente al Rock in Roma e al Luppolo in Rock. Nonostante il breve set di appena un' ora, i Carcass mettono in piedi uno show duro e violento: si passa velocemente da un' apertura affidata a "Buried Dreams" e "Kelly's Meat Emporium" a medley di brani storici come "Black Star" e "Keep On Rotting in The Free World". La formula dei medley su brani molto conosciuti permette alla band di dedicarsi, coi dovuti modi, all' esibizione di brani dell' ultimo lavoro "Torn Arteries". Qualche naso storto lo si vede solo alla fine quando nella scaletta non compare neanche un pezzo proveniente dal capolavoro "Reek of Putrefation". Gli headliner dell' ultima serata si confermano come sempre taglienti, precisi e impeccabili: una "Corporal Jigsore Quandary" suonata da capogiro ne è la prova."Exhume to Consume", "Tools of The Trade" e "316L Grade Surgical Steel" chiudono un setlist studiato per rendere al massimo in un contesto in cui gli artisti, riescono sempre a dare il meglio di sé. La voce tagliente e il basso di Jeff Walker ci hanno regalato una serata indimenticabile, il supporto delle due chitarre con un Daniel Wilding preciso dietro le sue pelli ha chiuso la quinta edizione del Luppolo in Rock in maniera esaltante.
 
SETLIST Carcass
Buried Dreams
Kelly’s Meat Emporium
Incarnated Solvent Abuse
Under the Scalpel Blade
This Mortal Coil
Tomorrow Belongs to Nobody
Death Certificate
Dance of Ixtab (Psychopomp & Circumstance March No. 1)
Black Star/Keep On Rotting in the Free World
The Scythe’s Remorseless Swing
Corporal Jigsore Quandary
Ruptured in Purulence/Heartwork
Exhume to Consume
Tools of the Trade
316L Grade Surgical Steel

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