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SWORD: METALIZED

data

20/04/2005
95


Genere: Heavy Metal
Etichetta: Aquarius
Anno: 1986

Tra le molte possibili definizioni da proporre alla Zanichelli per un eventuale voce "heavy metal" del nuovo vocabolario, gli aficianados più sinceri e appassionati della vecchia scuola non potranno fare a meno di pensare a un (tuttora poco conosciuto) album uscito nel lontano 1986 a nome "Metalized" e creato da 4 prepotenti e rudi metalheads canadesi conosciuti con il monicker Sword. In questo autentico disco/simbolo potrete infatti trovare puro heavy metal al 100%, suonato con passione, perizia e irruenza che hanno del surreale, un heavy metal talmente primigenio che costituisce un vero e proprio archètipo, e ve ne accorgerete (o magari ve ne siete già accorti) al vostro primo ascolto di questo monumento, quando vi sembrerà che la musica che esce fuori dalle casse era rimasta sopita in voi fin dal giorno della nascita, e non per un dejà-vu da cloni dell'ultim'ora, ma per l'incredibile capacità degli Sword di rappresentare in pieno il concetto di heavy metal come pochi hanno saputo fare. Le fulminanti ed elettriche chitarre di Mike Plant temprano nell'acciaio più inossidabile un intero arsenale di riff indimenticabili, che potrebbero costituire un vero compendio di chitarra heavy metal (paragonabili a quelli di Criss Oliva in "Power Of The Night" e "Dungeons Are Calling") e si lanciano in flashing solos nella migliore tradizione americana, risultando però talmente personali e convincenti da trasformare lo stereotipo in manifesto e aiutati da una produzione semplicemente perfetta, adatta anche a sottolineare la potenza della batteria di Dan Hughes, che scandisce i rocciosi mid/tempo e i più rari momenti speedy con la violenza di un'intero corpo d'artiglieria. Su tutto, la voce tonante e virile di Rick Hughes, uno dei cantanti heavy metal per eccellenza, incrocio impensabile tra i polmoni di JD Kimball e il vetriolo del primo Jon Oliva. Con questa ricetta, gli Sword mettono a segno 10 canzoni una più bella dell'altra, variando le soluzioni con una naturalezza impensabile dall'US power più aggressivo e Metal Church oriented di "Dare To Spit" all'inno motociclistico d'intenzione Vicious Rumours "FTW", per poi incorrere in territori epic con la conclusiva "Evil Spell" degna dei Warlord più malsani, e con la manowariana "Children Of Heaven", sorprendendo con il tiratissimo heavy'n'roll di "Runaway" e ritornando a scolpire roccioso US power con "The End Of The Night". E in poco più di mezz'ora il disco si chiude, lasciando ogni volta a bocca aperta, soddisfatti e, per l'appunto, "metallizzati", con in corpo l'energia e la potenza per gridare in faccia a un mondo corrotto l'irresistibile potenza e l'atemporale sincerità del puro, autentico, Metallo Pesante, e per bucare gli amplificatori ancora una volta con la devastante, genuina e siderurgica potenza degli Sword.

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