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SOULFLY: DARK AGES

data

02/10/2005
84


Genere: Ethnic Thrash
Etichetta: Roadrunner Records
Anno: 2005

Soulfly capitolo cinque. Mentre gli ex soci di Max gravitano in un limbo qualitativo veramente triste, la creatura ormai quasi decennale di Cavalera ha fatto passi da gigante dal lontano esordio nel ’98, poco dopo la fuoriuscita dai Sepultura. I capitoli precedenti della band erano tutti buonissimi lavori, anche se tradivano una certa ripetitività e un’instabilità compositiva che non faceva spiccare definitivamente il volo ai Soulfly da studio (perché chi li ha visti dal vivo ha ancora i padiglioni auricolari che vibrano, ovviamente). Il precedente “Prophecy”, in realtà, staccava di non poco i suoi predecessori per via di una vena thrash e classicamente metal molto più accentuata e perfettamente fusa alle divagazioni etniche tipiche di Max. Il nuovo “Dark Ages” porta a compimento definitivo questo processo. Se l’opener “Babylon” sarà sicuramente stata scritta da Cavalera in due minuti secchi, testo compreso, il resto del platter rasenta più volte la commozione pura. E’ un caso che uno dei brani più Sepultura del lotto si intitoli “Arise Again”? I richiami al passato di Max sono palesi in più di un’occasione (“I And I”, “Carved Inside”, la tiratissima “Frontlines”, “Fuel The Hate” dotata di uno stacco da lacrime) e il nostro non fa nulla per nasconderlo, mentre allestisce in contemporanea un crogiolo di influenze ben mirate. “Molotov” è una brevissima scheggia in stile S.O.D. dove guardacaso ai vocalizzi partecipa un Billy Milano in formissima, “(The) March” potrebbe essere un seguito alla celebre “Chaos B.C.” con la sua elettronica pompatissima, la straniante “Riotstarter” sarebbe una perfetta colonna sonora per una spedizione nella jungla più profonda. Ottima la prestazione dei singoli, con il tentacolare Nunez e Marc Rizzo sugli scudi (quest’ultimo ha già dimostrato di essere un chitarrista con gli attributi quadrati nel suo disco solista “Colossal Myopia”) che impreziosiscono ancora di più un lavoro già monumentale, chiuso dalla classica strumentale “Soufly V”, ancora più suggestiva dei capitoli precedenti e nelle parole dello stesso Max ‘la calma dopo la tempesta’. Adesso stiamo a vedere cosa tireranno fuori Kisser, Paulo, Igor e Green dalla Divina Commedia. Per quanto mi riguarda, un cinque a zero in favore di Max è l’ipotesi più accreditata.

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