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HELKER: Firesoul

data

09/06/2017
77


Genere: Heavy Metal, Power Metal
Etichetta: AFM Records
Distro: Audioglobe
Anno: 2017

Da quando questi cinque ragazzi di Buenos Aires sono passati, a partire dal precedente 'Somewhere In The Circle', anche al cantato in inglese affiancandolo alla originale versione spagnola sembrano aprirsi per loro nuove prospettive. Le possibilità potrebbero accrescersi con "Firesoul", prodotto come gli altri da quell'istituzione a nome di Mat Sinner, i miglioramenti sia come songwriting che come esecuzione sono tangibili con il vocalist Diego Valdez che si dimostra ancora una volta gran screamer ed altrettanto valido interprete, uno di quelli che ha R.J. Dio tatuato sulla propria pelle e che si colloca più o meno sullo stesso livello del forse più noto Ronnie Romero (Lords Of Black). A livello musicale l'influenza di Mat si sente eccome, e l'iniziale "Fight" ha un riff davvero roboante: impossibile non pensare ai Primal Fear, e lo stesso dicasi per "For All The Eternity" parzialmente sciupata da un chorus un po' troppo allegro. Il fantasma dei Dio (quelli del periodo 'Sacred Heart per capirci) aleggia nel metal a tinte soft nell'ottima "The One", nella hard rock oriented "Where You Belong" (un po' deboluccia) e nelle americaneggianti "You Are In My Heart" e "Leaving Out The Ashes" mentre la power ballad "Empty Room" si segnala per l'eccellente prova del singer e un guitar solo davvero splendido. Nelle ultime tre tracce si torna a sonorità decisamente più aggressive in cui le influenze dei Primal Fear tornano a farsi sentire (anche dei Judas se vogliamo, specie in "Stay Away") mettendo in mostra un massiccio guitar work. Potevano essere risparmiate le due bonus track, ossia la cadenzata "Rise Or Fall" e la cover dei Black Sabbath (ovviamente epoca-Dio) "Neon Nights", due episodi non da bocciare ma tutto sommato trascurabili. La bontà di 'Firesoul' piazza gli Helker in rampa di lancio verso palcoscenici ben più affascinanti, è vero che ogni tanto affiora qualche momento di scarsa vena ma in generale i brani si presentano dinamici (senza mai esagerare con la velocità) con una struttura ritmica molto ben congegnata, assoli di buon gusto e un cantante che riesce a mettersi in luce senza patire il paragone davvero ingombrante. Di sicuro i true metallers si staranno leccando i baffi.

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