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ELVENKING: Era

data

19/09/2012
85


Genere: Folk Power Metal
Etichetta: AFM Records
Distro:
Anno: 2012

Si parla tanto del livello della qualità della musica in Italia, ed in alcune occasioni dobbiamo concordare con chi si pone in una posizione avversa e scoraggiante, ma stavolta è diverso. L'adrenalina che scaturisce da questo lavoro è disarmante, un concentrato di innovazione, tradizione e, ovviamente, potenza. Gli Elvenking solcano i mari dei maldicenti, surfando su quelle che sono le onde del migliore dei made in Italy. Questa straordinaria band folk power metal ci lascia camminare a testa alta lungo il sentiero del metal da sempre dominato dai titani provenienti da ben altri paesi. I ragazzi compongono non solo una grande band, ma una vera e propria macchina del tempo, pronti a trascinarci ogni volta in un'ambientazione caratteristica, e tipica delle sonorità folk che i sei abbracciano con coraggio e dedizione. La padronanza degli strumenti a propria disposizione è una grande arma dal taglio affilato e deciso. Quando si ascolta una musica come questa non bisogna far altro che indossare le cuffie, alzare il volume e chiudere gli occhi per lasciar viaggiare la fantasia, il resto lo fanno loro, ci isolano dal mondo e ci bloccano il capo fra i palmi di mani forti e ricche d'essenza. Dopo il rombo di motore di "The Loser" e l'accelerata di "I Am The Monster", plachiamo gli animi con "Midnight Skies, Winter Sighs". In quarta posizione nella tracklist troviamo l'esilarante e acustica "A Song For The People", una danza movimentata e dall'aria quattrocentesca abbellita da una splendida voce femminile. Si ritorna in sella con "We Animals" che conferma la compattezza e la coerenza di questo CD; ci lasciamo galvanizzare dalle sonorità di violini, chitarre che sfrecciano negli assoli, dai flauti, dai riff, dalle ritmiche e da tutti gli elementi folk che sono il vero sale di questa deliziosa minestra. Per giungere alla voce superba e brillante di Damnagoras, frontman dallo smisurato carisma. Come non soffermarci per qualche attimo sull'analisi della vocalità di questo eccelso artista? La sua voce è un estratto delle migliori voci della storia del metal, dell'hard rock. Non sareste d'accordo con noi se vi dicessimo che l'ugola di Damna richiama alla mente quella di mostri come Steven Tyler e Jon Bon Jovi? Con quel pizzico di Axl Rose. Un timbro perfetto, aggressivo, graffiato e graffiante, sontuoso e disarmante, un'espressività invidiabile da restare muti e fermi per qualche attimo dal primo play. Senza nulla togliere ad Aydan, Rafahel, Jakob, Lethien e Symohn, impeccabili come sempre, musicisti dallo straordinario talento, collocabili su un livello al pari di band di fama mondiale. Con 'Era' gli Elvenking si riconfermano il gioiello dello stivale che da sempre abbiamo apprezzato e sembrano gridare in faccia all'ascoltatore "hey siamo noi, sempre e ancora". La dinamica dei brani è intelligente e ben studiata, se dovessimo tracciarne un diagramma il risultato sarebbe una curva con andamento regolare. La commovente "Forget Me Not" e la decisa e sofferta "Poor Little Baroness" ci accompagnano per mano verso la sempre più vicina fine di un viaggio che non vorremmo abbandonare, un viaggio in cui siamo stati vicini ai nostri per tutto il tempo, quasi a volerne indossare gli abiti. "The Time Of Your Life" è compagna della sopracitata "A Song For The People", una danza acustica accompagnata dalla dolcezza del violino di Lethien, dal flauto, da percussioni accarezzate con spazzole e uno scuro e profondo tamburo a scandire il tactus, in questo caso il "tempo della tua vita". Meravigliosa la strumentale "Ophale", terzo brano acustico che chiude quest'album in uscita per l'AFM Records. E' tempo di concludere, lo facciamo con il cuore pieno di orgoglio e ricchi dell'ascolto di un masterpiece assolutamente da avere.

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