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VIANA

Il mondo che cambia. Fino a nemmeno tanto tempo fa sarebbe stato impossibile pensare al nostro paese come esportatore di AOR ed FM Rock ma il mondo cambia. Da qualche anno l’Italia si è consolidata, grazie alla qualità delle pubblicazioni, tra i migliori (tra i pochi rimasti…) paesi in cui si producono le sonorità cromate, una volta di dominio americano. Il progetto Viana, a fronte di due ottimi lavori, ne è la conferma e quale occasione migliore per scambiare due parole con il mastermind Stefano Viana.

Come nasce Viana musicista? Prima di arrivare al debutto avevi maturato altre esperienze in campo musicale? Ciao, introno ai 14 anni mi appassionai alla musica rock, mi prese l’anima e all’età di 16 anni inizai a suonare la chitarra. Dopo alcune esperienze in alcune band locali mi sono appassionato di registrazione e cominciai a scrivere canzoni. La prima cosa che ho scritto è stata la musica di ‘Live Free Or Die’. La passione crebbe fino a spingermi a costruirmi uno studio dove potessi creare prodotti sempre migliori. Riuscii a realizzare materiale per due cd, ma senza ottenere l’attenzione delle case discografiche.

Seppur con coordinate musicali differenti, sei comunque riuscito a dare continuità artistica, in termini di stile, tra i due album. Ti consideri un musicista molto produttivo, e soprattutto con le idee molto chiare di come portare avanti il tuo progetto? Grazie per l’averlo notato, come qualcuno mi definisce, sono un integralista! Mi piacciono le canzoni con una certa struttura che seguono i canovacci dell’Hard rock degli anni '80. Fino ad ora mi sono concentrato su poche canzoni per poterle curare al meglio. Questo mi permette di avere idee abbastanza definite, ma sono sempre aperto ad essere sorpreso dalle idee di chi mi sta vicino in fase di produzione.

Colgo l’occasione per complimentarmi con te su quanto segue. Sicuramente avere un cognome così breve può solo facilitarti, anche a livello internazionale, nell’essere riconosciuto. Inoltre, trovo che tu abbia trovato un logo vincente ed immediatamente riconoscibile. E’ opera tua oppure ti sei avvalso di qualche contributo esterno? Mi ha colpito la gestione del mio nome sin dal primo disco, infatti non pensavo che il mio progetto potesse portare il mio nome. Invece VIANA è risultato immediatamente efficace e melodico e il logo sviluppato da Antonella di Aeglos Art mi ha colpito da subito, tanto che ne sono divenuto proprietario. Proprio per garantirmi la continuità nel tempo.

Per il primo album ti sei avvalso di Alessandro Del Vecchio per le voci, che credo tra l’altro si sia occupato anche della stesura dei testi; come sei entrato in contatto con lui e con il suo team? Conosco Alessandro da molto tempo, mi ha aiutato fin dai primi progetti e in seguito è nata anche una bella amicizia. Vado fiero del fatto che Alessandro abbia scritto, cantato e cooprodotto il cd VIANA.

Viana’ è stato distribuito dalla nostrana Street Symphonies, mentre per ‘Forever Free’ ti sei avvalso dell’internazionale Escape. Dopo un solo album all’attivo direi che hai fatto un bel salto di qualità. In termini di promozione come è stato il supporto con l’etichetta italiana e come stanno andando le cose con la Escape? Sono riconoscente alla Street Symphonies per avere realizzato il sogno di pubblicare il mio primo disco, ricordo di quante cose non conoscevo a quel tempo, dato che mi affacciavo per la prima volta al music business e loro mi hanno aiutato tanto. Con Escape è diventato tutto più ‘grande’ con un rapporto tutto molto ‘british’.

Trovo che sia incredibile, se non clamoroso, il fatto che in soli due anni tu sia riuscito a pubblicare due album dal timbro AOR, tra l’altro con un enorme salto di qualità, quando sappiamo che in Italia è un genere che non è mai stato considerato, se non da parte di un nugolo di strenui appassionati. ‘Forever Free’ è solo il frutto dell’esperienza maturata con ‘Viana’, oppure c’è dell’altro? E’ sicuramente il frutto dell’entusiasmo portato da VIANA, mi ha fatto riflettere sulla mia voglia di fare musica. Avevo delle canzoni già scritte e avevo un sogno: registrare la mia musica negli USA. Per troppo tempo avevo cercato di sopire la mia passione di suonare, volevo realizzare un cd come si realizzavano i dischi con cui sono cresciuto. E con questa idea di ‘old school’ ho voluto realizzare ‘Forever Free’, per registrare qualcosa che potesse essere speciale non solo per me, ma anche per chi lo avrebbe ascoltato e per tutti gli appassionati di questo genere.

Per ‘Forever Free’ ti sei avvalso di Bryan Cole e Terry Brock, come sei entrato in contatto con loro? Al momento di progettare il sequel di VIANA sapevo che Alessandro era molto impegnato e quindi avrei dovuto cercare un altro partner per le voci e la produzione. Sono da sempre un grande fan dei Giant e Bryan è un cantante e produttore ed era proprio la persona che cercavo. Parlai con Alessandro della mia idea scoprendo così che si conoscevano, fu lui a introdurmi a Bryan. Con Terry è andata diversamente, con Anna Portalupi al basso anche in ‘Forever Free’, le chiesi timidamente se Terry sarebbe stato interessato a partecipare alle backing vocals. Beh, la risposta la conosci!

Dopo ‘Do You Remember’ e ‘Forever Free’ dobbiamo aspettarci un altro video? No, già nelle fasi finali della produzione del cd avevo in mente di produrre due video. Volevo concentrare tutte le energie ed il budget sulla title track e sulla ballad per promuovere il cd e per mostrare le due facce di ‘Forever Free’: canzoni tirate e melodiche e la ballad realizzata come si faceva una volta, nei gloriosi tempi della registrazione.

Sempre in termini di promozione, oltre ai video c’è la possibilità di vederti dal vivo magari con un set acustico? Purtroppo non credo, è troppo complicato, essendomi avvalso di musicisti americani, risulta complesso e costoso organizzare dei live. Diventa ancor più difficile considerando la situazione live per la nostra musica.

Ci sarà un’edizione giapponese di ‘Forever Free’? In tal caso, contiene delle tracce bonus? Si, è in commercio una release giapponese via Anderstain Music, lasciatemi salutare Shige An Yoshimura che ha permesso con la sua passione di realizzare il mio sogno di avere ben due cd a nome VIANA in versione dedicata al mercato giapponese. È inclusa una versione di "Do You Remember" con solo piano, violini e voci; permettetemi, da brividi.

In Italia negli ultimi anni sono emersi i talenti di Alessandro Del Vecchio e Pierpaolo Monti, intorno ai quali si sta creando una scena musicale in ambito rock melodico che sta ottenendo anche dei riscontri internazionali. Ti ci vedi in questo ruolo di talent scout, songwriter e producer al servizio di altri musicisti? La mia musica assorbe tutto il tempo libero che ho a disposizione, mi sarebbe molto difficile seguire altri progetti soprattutto a livello produttivo. Ma non mi dispiacerebbe scrivere per altri, vedremo cosa succederà in futuro…

Per concludere, potresti raccontarci se la tua passione è condivisa anche nel tuo ambito famigliare, dalla moglie e dai tuoi figli? Sarebbe stato impossibile per me realizzare musica per due cd senza il supporto della mia compagna Francesca. A volte penso che se non ci fosse stata lei al mio fianco non avrei mai trovato il coraggio di andare a registrare negli USA. Per i miei figli è un po’ più difficile, perché il tempo che trascorro a registrare in studio sottrae del tempo a loro. Cerco di condividere più tempo possibile con loro, pensa che sono stati più volte in studio ad Albiolo (CO) al McSimon Recording Studio e li ho perfino portati a Milano alle Officine Meccaniche. Ho delle foto fatte nei vari studi che li ritraggono mentre dormono sul divano insieme a Francesca, mentre io registravo le chitarre. Mi piace pensare che anche questo sia rock ‘n’ roll!!

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