CRYPTIC SHIFT: Overspace & Supertime
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15/05/2026Questo è solo il secondo album per questi inglesi in attività da una quindicina d'anni. Se la band dello Yorkshire non è particolarmente prolifica, non ci si può certo lamentare della mole di idee che hanno profuso in questo lavoro. Anche in un contesto dove si legga "technical death metal", in cui ci si può aspettare un lavoro sopra le righe, 'Overspace & Supertime' è esagerato proprio come suggerisce l'appropriatissimo titolo. Tre delle composizioni sono relativamente più assimilabili in un tempo ragionevole: si aggirano sui dieci minuti ciascuna, e pur spaziando fra momenti di velocità estrema, violenza insostenibile, tecnicismi disorientanti e stacchi di sapore jazz spiazzanti, in un crogiolo di Atheist, Vektor, Pestilence e Voivod, si riesce a mantenere un livello d'attenzione adeguato alla proposta, quindi necessariamente piuttosto alto. Ma quando ci si trova di fronte a "Stratocumulus Evergaol" con i suoi 30 minuti, o anche la title track che si ferma ad "appena" venti, si è sopraffatti da un compito che appare improbo. Pur avendo dedicato più tempo del consueto a questo lavoro, non posso dirmi pienamente soddisfatto del livello di preparazione che sento di avere sullo stesso, pur avendo naturalmente un'impressione generale attendibile. L'album è esagerato da ogni punto di vista e chiede moltissimo all'ascoltatore. Naturalmente non posso che promuovere un'opera di cotanta grandezza e ambizione. Nondimeno, non mi sento di spingermi oltre un certo limite, pur consapevole del fatto che potrei essere agli occhi di qualcuno ingeneroso, ma altrettanto consapevole che qualcuno potrebbe trovare questo lavoro pretenzioso e detestabile. Personalmente avrei per lo meno fatto a meno dei passaggi più eminentemente di sapore jazz, che fanno tanto "strano" tanto per esserlo, cosa di cui questo lavoro davvero non ha bisogno.


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