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HARDSOUNDS FESTIVAL 2008 - DAY I

Gran bella serata quella di apertura dell’Hardsounds Heavy birtday 2008; sono di scena infatti sul palco del Motorock AS di Mozzate tre bands che fanno dell’epicità la propria bandiera, ovvero i Warbringer, gli Aeternal Seprium ed infine i ben noti Wotan, ancora freschi della pubblicazione del grandioso Epos. La serata ha inizio abbastanza in là con l’ora con l’esibizione di Lord e degni compari, AKA i piacentini Warbringer, che durante i sei pezzi proposti sprigionano un epic di forte impatto ma ricco di sfumature e cambi di tempo, con il singer, anche abbigliato a dovere con catene ed orpelli, in prima linea per fornire il dovuto pathos alle composizioni della band. Buona la prova di tutta la band, con il chitarrista Adrian Columbus in primis. I pezzi proposti? Il meglio della loro produzione, ovvero "Cimmerian Blood", "The Calling", "I Am Legion", ed il terzetto finale articolato su "Another Life", "The Curse Of The White Wolf" ed una grandiosa "I’ll Die Alone" a chiudere il set. Gran bella esibizione per loro. Grande prova anche quella dei varesini Aeternal Seprium, che praticamente qui giocano in casa. Partenza sparata con la buonissima cover di "Child Of Damned", dei seminali Warlord, per poi passare al primo dei pezzi made in AS, ovvero la bella "Vain Glory". Signori, braccia al cielo perché è il turno di altre due covers, questa volta prese dal repertorio dei magnifici Manowar; se la prima, "Thor", appare azzeccata perché assolutamente non banale, la seconda, "Heart Of Steel", illumina di emozione vera tutto il Motorock. Finale all’insegna dei pezzi propri, con nell’ordine "Soliloquy Of The Sentenced", "Victimula’s Stone" e per chiudere "I will dance on your tombs". Superba la performance strumentale da parte di tutta la band, con uno Stefano Silvestrini assolutamente magico, potente e carismatico padrone dello stage. È quindi l’ora degli headliners di serata, quei Wotan che mai ho scordato esibirsi fieri qualche anno fa sulle assi del Tradate Iron Festival e che oggi sono ancora più forti dopo la pubblicazione lo scorso anno del capolavoro 'Epos'. Forse problemi alla gola per il singer Vanni Ceni, al solito addobbato con una simil cotta di maglia fatta con non so quale materiale metallico, visto che il biondocrinito cantante si porta onstage un medicinale sprai, ma devo dire che se questi ci sono, beh, non si sentono affatto. Partenza, dopo il poderoso intro, con "Dark Centuries", per una scaletta decisamente equilibrata tra 'Carmina Barbarica' ed 'Epos', con al centro la bella cover di "Blood Of My Enemies" e l’inedito, che finirà sul prossimo album, "Lone Wolf". A grande richiesta, dopo la conclusiva "Iron Shadows", ecco arrivare anche una convincente versione di "Spartacus", vero e proprio bis. Sarò ripetitivo, ma anche i Wotan stasera mi hanno soddisfatto, con un concerto intenso e drammatico (l’angle con il calice a forma di teschio durante "Drink In The Skull Of Your Father" è stato da pelle d’oca) ed una prestazione strumentale da serie A. Finale di serata all’insegna degli auguri ad Hardsounds.it e foto di rito.

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